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Piano utilizzo acque valli dell’Avisio: la Provincia includa l’obbligo vincolante della valutazione dell’impatto paesaggistico, vera risorsa del turismo!

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Nell’ambito della discussione politica in corso sul cosiddetto piano acque, molte sono le questioni “sul tappeto” e giustamente sollevate da più parti. Si tratta – specie laddove ad essere evidenziati non sono aspetti marginali ma che chiamano in causa gli interessi di intere comunità – di argomenti rispetto ai quali, proprio per questa ragione, l’Amministrazione provinciale non può in alcun modo far finta di nulla, dovendo invece prendersi carico degli stessi. Anche perché si tratta di questioni, il più delle volte, sollevate dagli stessi Amministratori locali non già per fini pretestuosi, ma proprio nell’interesse dei territori.

A questo proposito, si evidenzia come sulla discussione, appunto, del piano acque, e precisamente del possibile utilizzo delle stesse, tra i parametri di valutazione – oltre al rispetto di tutela ittica e perciò di tutto l’ecosistema inteso così come si deve intendere – vi dovrebbe essere anche, a maggior ragione nel momento in cui si decide di intervenire sui corsi d’acqua e dei flussi, una valutazione di impatto paesaggistico, perché la preoccupazione, in tal senso, è veramente forte per quanto riguarda, ad esempio, il corso dell’Avisio , che nasce dalla Marmolada, per poi attraversare la val di Fassa, la val di Fiemme e la Cembra, interessando tutto quel territorio.

Dunque la richiesta è che vi sia una valutazione seria, ragionata e oggettiva, sull’impatto paesaggistico e sull’impatto ambientale, inteso anche dal punto di vista della conservazione, appunto, del territorio. Ne consegue come, da questo punto di vista, più che opportuno sarebbe un impegno, da parte della Giunta provinciale, finalizzato molto semplicemente all’inclusione, laddove una decisione o un provvedimento vertono sull’utilizzo delle acque, di una compiuta considerazione – sulla base di perizie autorevoli e super partes – anche di quello che è il potenziale impatto paesaggistico che potrebbe derivare da un intervento, una volta che questo fosse realizzato.

Tutto ciò premesso,

il Consiglio della Provincia autonoma di Trentoimpegna la Giunta provinciale:

  • a dare opportune disposizioni affinché sia inclusa, laddove una decisione o un provvedimento vertono sull’utilizzo delle acque, una compiuta considerazione – sulla base di perizie autorevoli e super partes – anche di quello che è il potenziale impatto paesaggistico che potrebbe derivare da un intervento, una volta che questo fosse realizzato.

 

 

Cons. Claudio Civettini