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PIL 2016: il Trentino ormai stabilmente omologato al Nordest

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I dati definitivi sul PIL trentino ed italiano hanno entusiasmato il Presidente Rossi. L’ISTAT ha rivisto al rialzo le previsioni, portando l’aumento previsto all’1,1%. Il dato è stato commentato assai positivamente dal Presidente Rossi, che ha sottolineato come l’aumento sia superiore alla media nazionale, attestatasi su uno stentato 0,9%. Nessun commento, invece, sul dato del Nordest, che ha raggiunto l’1,2%.
Premesso che il Presidente della Giunta ha effettivamente il dovere d’infondere un po’ d’ottimismo, ci pare che i dati recentemente ufficializzati confermino un trend che francamente ci pare per nulla entusiasmante.
Nel contesto di una crescita italiana debole, che vede l’Italia, al di là delle roboanti dichiarazioni del Governo, fanalino di coda in Europa, il Trentino, se va bene, marcia al ritmo del Nordest.
Trova pertanto conferma il trend di questi ultimi anni, che ha visto la nostra Provincia perdere progressivamente terreno rispetto a Bolzano per tenere (nel 2016 anche a fatica) il passo del Nordest.
Così come, pertanto, gli Italiani dovrebbero essere contenti di un Governo che tiene l’Italia saldamente in coda al treno europeo, i Trentini dovrebbero plaudire a chi riesce a malapena a tenere il passo di Regioni ordinarie, che, come noto, operano in ben altro contesto.
Pur con tutte le attenuanti del caso, una situazione ormai consolidata nel tempo che non può non far sollecitare un’amara considerazione, che va al di là dell’ormai canonico confronto tra Trento e Bolzano.
Evidentemente per la Giunta provinciale la circostanza per cui Trentino fa un po’ meglio della media di un Stato che arranca all’ultimo (o penultimo) posto in Europa ed il cui risultato medio “sconta” quelli di zone del Paese da tempo in grave difficoltà, sarebbe un risultato positivo, tale da infondere fiducia ed ottimismo.
Sono evidentemente passati i tempi in cui i risultati raggiunti in Trentino si rapportavano e valutavano non con riguardo alla media nazionale ma alle zone più vitali del Paese e dell’Europa.
E non si esultava per aver fatto meglio di zone del Paese che scontano ritardi da tempo consolidati.