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Previsto un aumento del 50% della presenza di richiedenti asilo in Trentino per il 2017!

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La risposta data dall’assessore Zeni all’interrogazione a risposta immediata del consigliere Borga conferma i dubbi che in occasione della discussione della legge finanziaria Civica Trentina aveva avanzato.
Nel dicembre scorso, rilevato che tra le pieghe del bilancio si prevede un aumento del 52% delle risorse finanziarie destinate a sostenere le spese per i richiedenti protezione internazionale (comunemente, quanto impropriamente, definiti profughi), avevamo chiesto per due volte al Presidente Rossi – che, pur sollecitato, non aveva fornito alcuna risposta – le ragioni per cui tale stanziamento (destinati ad affitti, manutenzioni, beni di consumo, utenze e generici servizi) passa da 12,8 a 19,5 milioni di euro.
Avevamo chiesto in particolare se l’aumento, pari al 52% delle risorse previste a bilancio, fosse dovuto alla previsione di un corrispondente aumento della presenza di richiedenti asilo.
Prive di riscontro le nostre richieste di chiarimenti, il consigliere Borga ha quindi presentato un’interrogazione a risposta immediata  cui la Giunta è stata costretta a rispondere a norma di regolamento.
E oggi l’assessore Zeni ha confermato i dubbi che Civica Trentina aveva manifestato in occasione della discussione della legge finanziaria: per l’anno 2017 si prevede ragionevolmente un aumento pari a circa il 50% dei richiedenti asilo ospitati in Trentino. Con un corrispondente incremento di spesa, che da 12,8 milioni passa alla bellezza di 19,85 milioni!!!
Senza entrare nel merito dei problemi che la complessa questione dei richiedenti protezione internazionale pone, Civica Trentina non può non censurare il tentativo di passare sotto silenzio un dato che pure la Provincia evidentemente conosce bene. I Trentini hanno infatti diritto a sapere a cosa andremo incontro nei prossimi anni.
A prescindere da come la si pensi in proposito, è del tutto evidente che il flusso ininterrotto di stranieri, che solo in minima parte otterranno una qualche forma di protezione (mentre gli altri dovrebbero in teoria lasciare il nostro Paese), non potrà che comportare un sensibile e progressivo aumento della loro presenza, entro breve moltiplicata dagli inevitabili ricongiungimenti.
Chi sostiene che la presenza di questi cc.dd. profughi sia “una risorsa”, come sovente si sente ripetere, deve avere l’onestà intellettuale di essere chiaro. Se di “risorse” effettivamente si tratta, il progressivo e sensibile aumento della loro presenza, non soltanto non dovrebbe essere nascosto, ma addirittura dovrebbe essere pubblicamente auspicato.
 Quel che è certo è che, comunque la si pensi, situazioni come quella sopra descritta non possono essere passate sotto silenzio.