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“Progettone” e Azione 19: la platea ha una crescita imponente. Va allargata ai piccoli ex artigiani o ex imprenditori falliti. Possibile la redifinizione delle regole e degli obiettivi? Perchè umiliare con compensi da fame?

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L’utilità dell’esperienza sta principalmente nel fatto che consente, grazie al tempo, di mettere in luce disfunzioni o inefficienze di un’attività presa coscienza delle quali è possibile applicare ad essa dei correttivi. Esattamente quello che sarebbe opportuno che la Provincia di Trento facesse nei confronti del cd “Progettone” e dell’Azione 19, iniziative con le quali sono nel 2015 si sono coinvolte rispettivamente 1617 e 1606 cittadini (Prot. n. A035/2016/186602/2.5-24); infatti sia il cd “Progettone” sia l’azione 19 abbisognano di interventi migliorativi in vista del prossimo anno, quando numerosi nostri cittadini trentini si presenteranno ai vari Centri per l’Impiego sparsi sul territorio provinciale, per poter presentare la relativa domanda per la partecipazione specialmente per il Progetto Intervento 19.

Da questo punto di vista, dato che non tutte le domande purtroppo potranno essere accettate, stante le attuali regole che ne disciplinano l’entrata, urge che queste siano assolutamente attualizzate ai bisogni e aggiornate in modo da permettere la partecipazione al maggior numero possibile di nostri concittadini con criteri basati sul reali bisogni e sulla residenza.

Un primo cambiamento utile potrebbe essere la revisione del sistema retributivo: attualmente lo stipendio di un operatore dell’Intervento 19, varia dai circa 700 euro mensili che percepisce un operatore a tempo determinato con orario di lavoro a tempo pieno, ai 500 euro mensili che generalmente percepisce un operatore a tempo parziale (esclusi gli emolumenti spettanti per legge a chi avesse figli a carico). Compensi assolutamente inadeguati alla garanzia del sostentamento di un nucleo familiare, soprattutto per coloro spurgati dal mondo del lavoro con l’esaurimento di tutti i sostegni al reddito per questi previsti.

In secondo luogo, si sottolinea come ad oggi il periodo lavorativo dell’Intervento 19 duri generalmente dalla fine di aprile, primi di maggio fino alla fine di ottobre primi di novembre, mentre quello del Progettone appare più prolungato, dagli inizi marzo generalmente fino a dicembre. Ebbene, per coinvolgere più cittadini siffatti periodi si potrebbero allungare per entrambi i progetti, potendo prevedere, per esempio, lavori di sistemazione di edifici pubblici comunali appartenenti a Comuni o Comunità di Valle, esempio tinteggiatura o pulizia, lavori che si possono svolgere al chiuso e quindi pure nel periodo invernale.

Si potrebbero inoltre istituire delle squadre da integrare nei lavori di Ripristino e Valorizzazione Ambientale che potrebbero lavorare nella pulizia dei torrenti, delle nostre valli, ovviamente autorizzati all’uso dell’attrezzatura adeguata.

Un terzo aspetto fondamentale sul quale apportare correttivi e interventi migliorativi a queste iniziative è quello della formazione: la Provincia, l’Agenzia del Lavoro, oppure gli Enti presso i quali gli operatori svolgono la propria attività, hanno il dovere di garantire una formazione anche agli operatori di Progettone o Intervento 19, che pur non essendo loro dipendenti diretti, ma svolgono attività esclusivamente a loro servizio. Tutto ciò dovrebbe essere svolto in maniera più efficace, specie per mansioni delicate; l’Agenzia del Lavoro, assieme ai coordinatori dei servizi infermieristici delle Case di Riposo, dovrebbe per esempio chiarire quali siano i compiti che questi operatori sono autorizzati a svolgere, e che queste siano chiare per tutti, senza cambiamenti improvvisi e senza che siano sostituti di stabilizzazioni necessarie e continuative, in ambiti professionali specifici.

Alla luce del mutato contesto rispetto a quando, nel novembre 1990, il Progettone venne istituito – pensato essenzialmente per gli operai -, è inoltre chiara la necessità di renderlo disponibile, rivedendone i criteri di accesso (su tutti, l’obbligo iscrizione lista di mobilità), anche agli ex piccoli o medi imprenditori, che sicuramente hanno contribuito all’economia, sia statale che provinciale, non meno di tanti altri ex lavoratori alla ricerca di una nuova occupazione. Si tratta di una modifica che l’Amministrazione provinciale non può non considerare come opportuna.

Da ultimo, si fa presente un altro problema significativo: agli operatori dell’Azione 19, per i primi due mesi di lavoro, non viene pagata la malattia da parte dell’INPS, ed inoltre, per coloro che lavorano nel verde non viene garantita la disoccupazione mensilmente nei mesi di inattività ma viene loro liquidata con la paga di agosto. Per chi lavora a tempo parziale, è dura arrivare senza un euro da gennaio a maggio. Mentre per gli altri operatori, la disoccupazione viene comunque garantita; il che rende evidente la necessità di interventi anche in questo senso. Trattandosi di proposte concrete e che hanno a che vedere con la vita concreta di centinaia, anzi di migliaia di cittadini – come si ricordava poc’anzi -, l’auspicio è che la Giunta provinciale intenda fare proprie le suesposte proposte di aggiornamento sia per il “Progettone” sia per l’Azione 19.

Tutto ciò premesso,

il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale a

  • attivarsi, sia per il “Progettone” sia per l’Azione 19, per una ridefinizione delle regole d’ingaggio ma anche per l’adeguamento dei compensi e delle retribuzioni, o almeno dei loro livelli minimi, attualmente troppo bassi e inadeguati alla garanzia del sostentamento di un nucleo familiare;
  • verificare e adottare provvedimenti conseguenti, sulla base di quanto esposto in premessa, per un prolungamento dei periodi attuali di attività sia per il “Progettone” sia per l’Azione 19, in modo da poter in questo modo rendere entrambe le iniziative disponibili per un numero più elevato di cittadini, vista l’esplosione numerica dei richiedenti;
  • verificare e adottare i necessari provvedimenti affinché siano rivisti i criteri di accesso al “Progettone” (su tutti, l’obbligo iscrizione lista di mobilità), così da renderlo disponibile anche agli ex piccoli o medi imprenditori caduti in disgrazia, che sicuramente hanno contribuito all’economia, sia statale che provinciale, non meno di tanti altri ex lavoratori alla ricerca di una nuova occupazione.
  •  fare in modo di assicurare una formazione più elevata agli operatori di Progettone o Intervento 19, i quali, pur non essendo loro dipendenti diretti della Provincia o degli Enti presso cui sono assegnati, comunque svolgono attività esclusivamente a loro servizio;
  • impegnarsi affinché, diversamente da quanto accade oggi, a tutti coloro che sono impegnati nei progetti in questione venga riconosciuta e liquidata la disoccupazione mensilmente nei mesi di inattività.

Cons. Claudio Civettini