Home Blog Protonterapia a Trento: la farsa continua

Protonterapia a Trento: la farsa continua

0 77

CONDIVIDI SUI SOCIAL:

La scorsa settimana è stata discussa in Consiglio provinciale l’ interrogazione a risposta immediata di Civica Trentina, firmatario il consigliere Rodolfo Borga, con cui abbiamo chiesto chiarimenti circa l’approvazione ad opera del Ministero della Salute delle tariffe che consentiranno ai pazienti di accedere alle cure erogate dal centro di protonterapia di Trento a costi accessibili.
Rammentiamo che il centro è costato 104 milioni e che la copertura degli ingenti costi di gestione (ben oltre i 10 milioni di euro) richiede un numero di pazienti annuo pari a circa 700. Il costo delle cure è però assai elevato (fino a 35.000 euro), cosicché l’inserimento delle medesime nel Livelli essenziali d’assistenza (LEA) risulta essere il presupposto necessario per poter coprire gli ingenti costi di gestione.
Nel dicembre 2013 è stata soppressa l’Agenza per la protonterapia ed il centro è passato sotto la gestione dell’Azienda sanitaria. Da allora è stato un susseguirsi di annunci, ampiamente supportati dalla consueta propaganda di regime, che nell’interrogazione a risposta immediata sopra citata abbiamo soltanto parzialmente riportato. Nonostante i proclami, ad oggi, passati più di tre anni, le tariffe non sono state ancora approvate, cosicché il centro risulta essere ancora ampiamente sottoutilizzato. Recentemente la Giunta provinciale ha addirittura previsto una spesa di ben 270.000 euro per far un po’ di pubblicità alla protonterapia trentina (link). Se va avanti così proveranno con le televendite!
Al link1  potete leggere un po’ di ulteriore rassegna stampa sul tema: annunci, propaganda e fatti zero!
Ed ora i fatti. L’assessore Zeni nel rispondere all’interrogazione, dopo aver scaricato ogni responsabilità sul Ministro Lorenzin, chiarisce che i pazienti curati sono stati 83 nel 2015, 139 nel 2016 e 168 nel 2017, a fronte di costi pari a circa 13 milioni all’anno. Altro che 700 pazienti all’anno. Ma vi è di più! Il 21 maggio 2014 il consigliere Borga aveva presentato un’altra interrogazione a risposta immediata avente analogo oggetto, con cui chiedevamo, tra l’altro, chiarimenti circa modalità e tempi con cui la Giunta provinciale aveva richiesto al Ministero l’inserimento delle cure fornite dal centro nei LEA nazionali. In esito alla risposta dell’allora assessore Borgonovo Re abbiamo reperito il primo documento  con cui la Giunta provinciale ha chiesto un incontro al Ministro per trattare la questione .
Orbene, come si vede, la lettera data 22 maggio 2014. Essa è stata quindi scritta (evidentemente in tutta fretta) soltanto il giorno successivo a quello in cui il consigliere Borga ha depositato la sua interrogazione: prima di allora la Giunta provinciale manco aveva pensato a richiedere un incontro al Ministro, pur sapendo che senza i Lea e le relative tariffe il centro avrebbe avuto costi insostenibili!
Un bell’esempio di capacità lungimiranza e professionalità; o, se preferite, uno scandalo. La decisione di realizzare il centro di protonterapia è stata il frutto di un’epoca in cui in Trentino si pensava di poter fare tutto, forti di risorse che sembravano non avere fine. Come che sia, ora il centro c’è e bisogna farlo funzionare al meglio. E quanto fatto fino ad ora dalla Giunta, al di là della vuota propaganda, buona soltanto a prendere per il naso i cittadini, con il meglio ha francamente poco a che fare. Nel concludere riteniamo doveroso sottolineare l’ottimo lavoro fatto dal prof. Renzo Leonardi, che ha curato la realizzazione del centro, rispettando tempi e costi previsti. Se la Giunta avesse deciso di avvalersi della sua collaborazione anche in seguito, ora forse non saremmo in queste condizioni.