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Rifugio Calisio e lavori incompiuti: quando la sospirata riapertura? La Provincia si attivi per superare ritardi e burocrazia

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Oltre che come spesa per opere inutili, gli sprechi sono sicuramente da intendersi anche come spese per opere incompiute. Lo si sottolinea, consapevoli che si tratta di una considerazione abbastanza elementare, avendo bene in mente una situazione, che è quella del Rifugio Calisio, un edificio realizzato negli anni Settanta le cui pratiche per la riapertura – conferma in questi giorni la stampa locale – procedono a rilento e che, ormai da anni, versa in uno stato di completo abbandono.

Questo nonostante vi sia stata l’approvazione, da parte sia di un’associazione di giovani del posto sia delle istituzioni cittadine, di uno specifico programma di recupero che – per ragioni che debbono essere chiarite – pare sia arenato. Ne consegue come, di fatto, al momento sembrano permanere per il Rifugio in questione le medesime condizioni che, nell’ormai lontano anno 1993, avevano alla chiusura dell’edificio, non essendo esso in possesso dei requisiti per essere considerato un vero e proprio rifugio.

Chiara, dinnanzi a questa situazione, la necessità di intervenire. Anche perché la stessa politica che, da una parte, sul Rifugio Calisio non riesce di fatto a decidere né procedere, dall’altra vorrebbe si sta muovendo per realizzare la funivia che colleghi Trento con il Monte Bondone. Il che, si converrà, è abbastanza paradossale. E rende necessari e urgenti chiarimenti a proposito del destino dell’immobile in parola, che sorge sul Monte Calisio, detto anche Argentario. Un’immobile dalle potenzialità finora poco sfruttate e che, proprio per questo, la Provincia ha il dovere di rendere agibile.

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

 

  • se corrisponda al vero quanto riferito in premessa circa il fatto che, nonostante i tantissimi anni trascorsi e i vari progetti avanzati e formalmente approvati, il Rifugio che sorge sull’Argentario risulti a tutt’oggi chiuso e non disponibile;
  • quali in caso affermativo rispetto al quesito precedente le motivazione di siffatti ritardi;
  • se condivida l’idea secondo cui quello in parola è un’immobile dalle potenzialità finora poco sfruttate e che, proprio per questo, la Provincia ha il dovere di rendere agibile;
  • entro quali termini e secondo quali modalità, in caso affermativo rispetto al quesito precedente, intenda attivarsi in proposito.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini