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Rovereto, Istituto di formazione professionale alberghiero: quale il progetto e quale il futuro riservato? Alta formazione o gestione a termine della presenza locale?

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Sono molteplici e tutti da chiarire, da parte dell’Amministrazione provinciale, gli aspetti che parrebbero comunque poco rassicuranti, relativamente all’istituto di formazione professionale alberghiero che è attivo a Rovereto.

Questo, partendo dall’analisi che ci documenta come in Giunta, si sarebbe già stabilito che con l’anno formativo 2017/2018, l’istituto dovrebbe essere smembrato tra le due sedi di Rovereto e Levico, dando a quest’ultimo o comunque in Valsugana, l’opportunità di creare e gestire, il tanto ambito polo turistico della formazione, nulla dicendo, nel caso di conferma, sul futuro dei corsi di formazione nella città della quercia.

Tesi della quale si chiede conferma o smentita ma oggidì suffragata da una presenza talmente rarefatta del Dirigente, da far pensare-legittimamente-che l’interesse per la presenza a Rovereto dei corsi in questione, siano ai minimi termini o, in ogni modo, parrebbe proprio basso.

Inoltre da quest’anno, a Rovereto, risulterebbe confuso l’impegno alla funzionalità strutturale se-come ci si documenta-ad esempio, le classi terze e il quarto anno cucina lavorerebbero  nei percorsi di studio e lezioni applicate, nell’ala nuova in Viale dei Colli, aperta due anni fa, ma che al rientro del settembre scorso, non si sarebbero approntati i laboratori e la strutturazione necessaria per l’operatività, lasciando a desiderare anche nella manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre che delle strumentazioni presenti, anche nelle verifiche delle funzionalità strutturali.

Tornando al problema principale, ad oggi il laboratorio di pasticceria sarebbe ancora inutilizzato dalle classi terze perché mancano attrezzature e utensili indispensabili al punto che, per fare un esempio pratico, uno dei forni statici su più livelli, è così in alto da renderlo inservibile perché non a norma e pericoloso e non ci si arriva e non con l’uso di una scala.

Quanto alla cucina, oltre agli scarichi, la qualità dei macchinari nuovi acquistati (forni e piastre ad induzione), parrebbero avere dei limiti qualitativi e non all’altezza delle esigenze professionali delle classi terze, senza contare che mancherebbe pure -così ci si documenta- piani di lavoro, attrezzature come l’affettatrice, un tritacarne e una grattugia elettrica funzionanti.

A ciò si aggiungano altre serie problematiche riguardanti il numero delle classi, la disponibilità dei locali e dei laboratori.

Da ultimo, si segnala come – sempre presso questo istituto – da quest’anno vi sarebbero ben tre figure con lo scarico completo di ore dall’insegnamento per il presidio delle sedi operative, moltiplicando costi che sarebbero assurdi, a margine di una gestione operativa che lascerebbe a desiderare, con evidenti costi di una burocrazia gestionale, piuttosto che investire sulla qualità dei corsi erogati.

Un problema serio, che ci racconta quale sia l’attenzione sulla presenza qualificata della formazione a Rovereto mentre-e non per campanile-sarebbe fin troppo chiara l’attenzione verso percorsi formativi che vedrebbero Levico al centro dello sviluppo e, se così fosse, sarebbe una grave e inaccettabile perdità,che,piuttosto che perseguire specializzazioni complementari, si porrebbe in essere una questione territoriale, senza un vero processo di sviluppo e senza la necessaria chiarezza che accompagna da sempre, i progetti seri.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se corrisponda al vero quanto riferito in premessa secondo cui si sarebbe stabilito che, sembrerebbe già con l’anno formativo 2017/2018, l’istituto professionale alberghiero roveretano, venga smembrato nelle due sedi di Rovereto e Levico per far nascere a Levico, o comunque in Valsugana, il polo turistico;
  • se corrisponda al vero quanto poc’anzi descritto circa il fatto che, nella sede di Rovereto, non sarebbero state approntate adeguatamente le aule per le lezioni pratiche ne allestito gli utensili necessari all’addestramento in cucina;
  • se corrisponda al vero che in questa scuola ben tre figure abbiano lo scarico completo di ore dall’insegnamento e nel caso, quali le argomentazioni organizzative all’origine di tale scelte, quali le motivazioni strutturali, quali i costi e quali le finalità;
  • se tutto ciò dovesse corrispondere al vero e in ogni modo, quale sia il futuro formativo della sede di Rovereto nelle due plessi operativi, con quali indirizzi, con quali specializzazioni e, nel caso, perché vi sarebbe un palese scollamento della presenza della Presidenza nelle sedi di Rovereto;
  • quali siano i bilanci della gestione dei vari plessi disponibili, quali le evidenze di gestione e dal 2008 ad oggi, se sia possibile averne copia per l’analisi dei bilanci pubblici di gestione presentati.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini