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Rovereto: visita odontoiatrica convenzionata. Servizio o miraggio per i cittadini, anche minori? La Provincia chiarisca, corregga le anomalie e i meccanismi, garantendo il servizio.

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Le lunghe, interminabili quasi da sembrare eterne, almeno in alcuni casi, attese per le visite specialistiche non provincia di Trento non fanno, da tempo, più notizia. Questa però non è affatto una buona ragione, anzi, per lasciar correre e, soprattutto, per non tentare di migliorare la situazione richiamando le Istituzioni a quelle che, a tutti gli effetti, sono le proprie responsabilità. In applicazione di questo elementare principio, si desidera qui segnalare l’ennesimo caso di visite che, di fatto, risultano un miraggio per i cittadini interessati.

Il riferimento è, nello specifico, alle visite odontoiatriche convenzionate che, a Rovereto, sembrano essere diventate, a tutti gli effetti, una sorta missione impossibile. Vi sono infatti cittadini che, non per settimane ma addirittura per mesi, hanno tentato di chiamare il CUP al 848816816, senza che l’agenda di Rovereto sia mai risultata, per loro, ma soprattutto per i loro figli, disponibile.

Non solo: le volte che costoro, spazientiti, si sono recati personalmente negli ambulatori di persona per confrontarsi con il professionista convenzionato in servizio, hanno trovato solo pazienti di provenienza estera.

Di qui non già la possibilità, bensì il preciso dovere – tramite il presente atto ispettivo – di tentare di ottenere un chiarimento rispetto sia alle tempistiche relative, in particolare in quel di Rovereto, alle visite odontoiatriche, sui protocolli di accesso e se la legge nazionale circa i ritardi negli accessi, sia praticabile ed attuabile anche nelle visite odontoiatriche convenzionate, laddove, in caso di ritardo oltre i 30 giorni, vi sia la possibilità di libero accesso alla libera professione fiduciaria.

Oltre a ciò, lo spunto ci dà l’occasione di verificare attraverso puntuale richiesta dei dati, circa la nazionalità di coloro i quali sembrano affollare con maggior frequenza i relativi ambulatori, ma soprattutto, se una delle condizioni, sia la residenza stabile o se invece sia tutto esteso anche ai sedicenti profughi e non solo a coloro che in modo certificato, abbiano pieno diritto di asilo.

Un chiarimento che si vuole ottenere, lo si precisa, non per finalità polemiche ma conoscitive verso quei cittadini che, visto che al momento non riescono a beneficiare di un servizio, hanno il diritto, certamente, di ottenere risposte.

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se si sia a conoscenza di quanto riferito in premessa circa il fatto che le visite odontoiatriche convenzionate, a Rovereto, pare diventata a tutti gli effetti una sorta missione, con cittadini che, non per settimane ma addirittura per mesi, hanno tentato di chiamare il CUP al 848816816, senza che l’agenda di Rovereto sia mai risultata, per loro, disponibile;
  • se, nel servizio pubblico, siano riservate vie facilitate per l’accesso di minori residenti, sia questo quale prevenzione ma anche per le necessarie cure;
  • quanti siano nella Vallagarina gli studi convenzionati e quali, in particolare, i tempi medi di attesa che oggi toccano ai cittadini interessati a siffatte visite;
  • quale la composizione per nazionalità – se italiana o comunitaria/extracomunitaria – di coloro che, negli anni 2013, 2014, 2015 e 2016, si sono recati per visite odontoiatriche presso il servizio di Rovereto e, quali i protocolli di accesso per coloro che non hanno residenza stabile in Trentino, ma immigrati in attesa della verifica di concessione dell’improbabile asilo;
  • se condivida la necessità, dinnanzi a quanto qui riportato, di attivarsi per meglio garantire ai cittadini la fruibilità del servizio, a Rovereto, della visita odontoiatrica convenzionata per le fasce deboli o le famiglie numerose;
  • entro quali termini e secondo quali modalità, intenda, in caso affermativo rispetto al quesito precedente, attivarsi in tal senso.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini