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Stazione autocorriere di Arco: pensilina sorretta precariamente. A quando un intervento ad hoc per stabilizzarla? Fatiscenza che incide sull’immagine turistica

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Se si è d’accordo con il fatto che le stazioni – quelle dei treni così come quelle delle corriere – siano tra i primi (se non il primo) biglietto da visita con cui una comunità si presenta a turisti e visitatori, ebbene se si condivide questo elementare quanto ovvio pensiero, allora non si può davvero che rattristarsi per la situazione in cui, in verità da molto per non dire troppo tempo, versa la stazione delle autocorriere di Arco. Una situazione doppiamente drammatica per due ragioni. La prima concerne la valenza anche storica che contrassegna l’immobile di cui si sta parlando, ben noto a chiunque sia passato per quel territorio.

Il secondo motivo di criticità delle condizioni della stazione delle autocorriere in questione è dovuto al fatto che, per essa, non da oggi bensì da molti anni si attendono i doverosi interventi di recupero, interventi per i quali sia le numerose lamentele dei cittadini sia le interrogazioni, sia comunali che provinciali, distribuite in diverse legislature, si sono rilevate tristemente inefficaci. Con risultato che ad oggi la stazione – rispetto alla quale il Comune di Arco è proprietario della p.m. 1 dell’immobile, contraddistinto dalla p. Ed. 701 c.c. Arco (patrimonio indisponibile), mentre la p.m. 2 è di proprietà di Trentino Trasporti S.p.A. – giace in condizioni pessime.

Particolarmente emblematica, in particolare, risulta la situazione della pensilina della stazione in questione, ad oggi – come chiunque può constatare di persona – vistosamente e tristemente sorretta da puntelli a croce fissa, puntelli denominati anche “cristi” per la forma della testa. A tal proposito, risulta che in data 28 settembre 2010 sia stata presentata, dal Comune di Arco, domanda di concessione di un contributo provinciale sulla medesima Legge, inerente il rifacimento della copertura dei bagni ed il restauro delle facciate e – appunto – della pensilina per l’attesa dei autobus, per un importo di presunti euro 430.000,00, mai ammessa a finanziamento.

Tale diniego sarebbe stato dovuto al fatto che alla luce dei nuovi criteri della L.P. 1/93, stabiliti nel 2012, questa tipologia di opere non risultava più finanziabile dalla PAT. Ciò nonostante – faceva presente la Giunta provinciale stessa, tempo addietro – il Comune di Arco pareva aver approvato il programma generale oo.pp. 2013-2015, nel quale, nell’anno 2014, si fissava un budget di euro 400.000,00 per gli interventi di risanamento e sistemazione della ex stazione delle autocorriere, ritenuti più urgenti. Il punto è che ad oggi, come si diceva, la pensilina della stazione rimane se non pericolante certamente neppure in condizioni esemplari. Di qui la necessità di chiarire come intende in tal senso muoversi la Provincia.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se corrisponda al vero che, ad oggi, la pensilina della stazione delle autocorriere di Arco risulti vistosamente e tristemente sorretta da puntelli a croce fissa, puntelli denominati anche “cristi” per la forma della testa;
  • se condivida l’idea che vi sia la necessità di verificare la stabilità del manufatto e che siffatta forma di sostegno non risponda ai criteri né estetici né di stabilità definitiva che sarebbero opportuni per un immobile che rappresenta a tutti gli effetti un biglietto da visita della cittadina locale;
  • quali siano le ragioni di tanta indifferenza alla tutela sia della stabilità della pensilina in parola, sia all’immagine turistica e per quali ragioni, non si è intervenuti finora per dare una risposta concreta con un intervento che sanasse la situazione;
  • entro quali termini e secondo quali modalità l’Amministrazione provinciale intende attivarsi, attraverso l’Autorità competente per la gestione dell’immobile, per fare in modo che la pensilina in questione venga sia stabilizzata e messa in sicurezza, secondo i canoni strutturali necessari.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini