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Consiglio provinciale Trento

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Approvata la mozione di Civica Trentina primo firmatario il consigliere Rodolfo Borga, che impegna la Giunta provinciale ad aumentare progressivamente i posti letto convenzionati nelle RSA nonese, con particolare riferimento alla situazione della APSP Anaunia di Taio.
I posti convenzionati permettono agli ospiti di pagare soltanto la retta  alberghiera. Nei posti non convenzionati, invece, sull’ospite (ed i suoi famigliari) grava anche la retta sanitaria, con costi mensili che arrivano a superare complessivamente i 3.500,00 euro.
Un bel risultato per Civica Trentina, che come sempre alle chiacchiere preferisce i fatti.

 

 

 

 

Nella scorsa seduta del Consiglio provinciale è stata approvata la mozione di Civica Trentina, con cui il Consiglio ha impegnato la Giunta ad attivarsi affinché nella modulistica delle scuole trentine e comunque relativa ai servizi forniti dalla Provincia non siano utilizzati termini finalizzati a negare per via burocratica l’esistenza di un padre e di una madre, magari ricorrendo a dei numeri per individuare gli esercenti la potestà parentale. Parliamo degli ormai famosi “genitore 1 e genitore 2” o “responsabile 1 e responsabile 2”.
Già all’inizio della legislatura avevamo presentato un’analoga proposta di mozione, che la maggioranza di centrosinistra (supportata da chi, dall’opposizione, aveva affermato che “nel 2014 parlare di padre e di madre in questi termini sia ormai superato”) aveva bocciato. La stessa mozione era invece stata approvata, con il ricorso al voto segreto, in Consiglio regionale.
Civica Trentina è poi tornata ad occuparsi della questione con riferimento al libretto scolastico di una scuola trentina , ove al padre ed alla madre si erano sostituiti degli anonimi responsabili 1 e 2 (interrogazione). Ed in tale occasione abbiamo ottenuto la correzione di rotta auspicata (documento).
Ora, siamo finalmente riusciti a far approvare una mozione che definisce in via generale (e non solo per l’ambito scolastico) la questione. La nostra perseveranza è stata infine premiata.
Ma, soprattutto, ci pare che molto semplicemente si sia tornati, non senza fatica, a quel comune buon senso, che purtroppo nei tempi attuali sembra essere diventata merce sempre più rara.

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Un centrosinistra alle prese con un continuo calo di consensi, non sapendo più a quale santo votarsi, si è inventato, seguendo il solo tracciato dai cultori del politicamente corretto a livello planetario, la favola delle fake news.
La colpa delle ripetute sconfitte subite e della crescente insofferenza che popolo e ceto medio manifestano non appena è concesso loro di votare, non sarebbe nelle fallimentari politiche proposte ed attuate dal Renzi di turno, ma nelle bugie che un complotto ordito a livello mondiale diffonderebbe a piene mani sul web.
Da qui la necessità d’intervenire con leggi draconiane per mettere il bavaglio a chi osa dissentire dal pensiero unico globale e dal verbo diffuso senza sosta dai media mainstream.
Al complotto globale ordito in danno della verità e dei suoi illuminati detentori non crediamo. E, per dirla tutta, riteniamo a dir poco pericoloso il tentativo di mettere il bavaglio a chi non si adegua. Specie quando non è chiaro – o, forse, lo è fin troppo – chi dovrebbe svolgere il ruolo omnicomprensivo di detentore della verità, censore e giudice di ciò che è vero e di ciò che non lo è, di ciò che può essere detto o scritto e di ciò che invece deve essere oscurato: in ultima analisi di chi può parlare e di chi invece e condannato al silenzio a suon di salate sanzioni.
Ciò premesso, visto che la questione va di moda, abbiamo pensato di dar vita ad un’apposita rubrica dedicata alle fake news che la Giunta provinciale è solita diffondere. Cominciamo dalla legge finanziaria recentemente approvata.
Nella sintetica relazione al bilancio 2018-2020 prodotta dalla Giunta si legge: “complessivamente lo stock di risorse disponibili per la realizzazione di opere pubbliche risulta pari a circa 1.250 milioni di euro”. Una bella sommetta, non c’è che dire. E, soprattutto, una bella notizia per le nostre imprese, da anni alle prese con un drastico calo delle risorse pubbliche destiate agli investimenti. Ed infatti essa è stata puntualmente ripresa da tutti i media locali, giornali e televisioni (Rai compresa). Peccato che la notiziona sia una bufala!
Insospettiti dal grafico che precedeva la perentoria affermazioni, abbiamo chiesto alcuni chiarimenti agli uffici competenti, il cui esito è il seguente. Per il triennio 2018/2020 (non per il solo 2018) sono stanziati 363 milioni, di cui però soltanto 276 sono risorse disponibili, in quanto non già vincolate. Per gli anni definiti “successivi” (che vanno in alcuni casi fino al 2030 ed oltre!) ci sono 442 milioni, di cui soltanto 173 sono risorse disponibili, in quanto non vincolate. Concorderete che come bufala non è male. In luogo di generici 1.250 milioni, i milioni realmente disponibili, in quanto non già vincolati sono 449: non però l’anno prossimo o nel triennio, ma dal 2018 al 2030 ed oltre”!
E, come se non bastasse, tali risorse non sono destinate esclusivamente ad opere pubbliche, ma anche ad acquisti di beni (è il caso dei nuovi autobus). Che questa improvvisa disponibilità di significative risorse fosse una bufala, lo si poteva peraltro dedurre dai dati che la stessa Giunta aveva presentato con il DEFP 2017 (vedi sotto). Ma a quanto pare l’importante è fare propaganda e raccontare un po’ di balle. Tanto poi, come noto, i populisti ed i demagoghi sono gli altri.

 

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La decisione assunta dal Consiglio dell’Istituto Comprensivo di Cembra di modulare per il prossimo anno scolastico la settimana su 5, anziché su 6 giorni, così come è attualmente, ha suscitato non poche perplessità.
Anche perché risulta che genitori e docenti si fossero espressi a favore del mantenimento della situazione attuale con un’ampia maggioranza.
Appresa la notizia, abbiamo presentato un’interrogazione per chiedere le ragioni di quanto accaduto.

 

Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Bruno DORIGATTI
INTERROGAZIONE n. 5479
Secondo quanto riportato dalla stampa, il Consiglio d’istituto della scuola secondaria di primo grado di Giovo avrebbe deciso d’introdurre per il prossimo anno scolastico la settimana modulata su 5 giorni, anziché su 6, così come era fino ad ora.
E, soprattutto, come pare avessero richiesto la gran parte dei genitori (il 70%) e la maggioranza del collegio docenti, il cui parere non sarebbe, pertanto, stato tenuto in alcun considerazione.
Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere
interroga il Presidente della Provincia al fine di sapere
 
  1. se quanto riportato in premessa risponde a verità;
  2.  in ipotesi di risposta positiva, quali sono le motivazioni per cui non si è tenuto conto del parare espressa larga maggioranza da genitori e docenti.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
cons. Rodolfo Borga

 

 

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Approvato l’emendamento di Civica Trentina (primo firmatario consigliere Borga) per effetto del quale vengono significativamente aumentate le risorse destinate a finanziare l’Azione 19.
La norma finalizza parte dell’avanzo di amministrazione dell’Agenzia del Lavoro ad una misura che con il passare del tempo ha assunto un sempre maggior rilievo. Il provvedimento consentirà ai Comuni di disporre di maggiori risorse per circa 1 milione e mezzo di euro, destinati ai rapporti di lavoro da instaurare con persone in situazione di disagio o difficoltà.
Persone che in molti casi non hanno i requisiti per accedere al c.d. Progettone. 

La maggioranza ha bocciato l’ordine del giorno (proponente consigliere Borga) con cui Civica Trentina ha chiesto che Patrimonio del Trentino spa (società della Provincia) receda dal contratto con cui ha concesso in comodato al Centro Sociale Bruno un grande immobile in Piedicastello.
Qui potete leggere il testo dell’ordine del giorno e di seguito potete vedere il filmato dell’intervento del consigliere Borga. A voi il giudizio. Certo che considerando la mole di adempimenti burocratici che quotidianamente devono affrontare i nostri imprenditori (si pensi, ad esempio, a chi gestisce un bar o un ristorante) o chi gratuitamente organizza manifestazioni a favore della comunità (Pro Loco, circoli anziani, associazioni varie), la tolleranza mostrata dalla Giunta provinciale nei confronti del Centro sociale Bruno risulta essere ancor più censurabile.
Ultima considerazione. Il Partito autonomista, che pure governa la città di Trento, non perde occasione, per il tramite del capogruppo Pattini, di chiedere pubblicamente (alla sua stessa Giunta!!) ordine, disciplina, rispetto delle regole.
Non male come esempio d’ipocrisia. Vedremo a breve cosa ne pensano gli elettori, che forse di essere presi per i fondelli sono stufi. 

 

Approvato l’ordine del giorno di Civica Trentina (proponente il consigliere Borga) con cui si è aumentato da 5 a 20 euro il contributo spettante alle associazioni o società sportive per ogni tesserato minorenne.
Le nuove risorse aumentano di 400.000,00 euro.  Una boccata d’ossigeno per le tante associazioni sportive che investono nei settori giovanili e che svolgono, pertanto, anche un importante ruolo sociale.
L’ordine del giorno, supportato da un emendamento che garantisce la necessaria copertura finanziaria, semplifica anche l’iter burocratico, inserendo la procedura automatica in luogo di quella valutativa.

 

Approvato l’ordine del giorno di Civica Trentina (proponente consigliere Borga) con cui la Giunta è impegnata a prevedere forme di ausilio alle famiglie di cui fanno parte portatori di disabilità gravi mediante servizi di mobilità per frequenza di presidi medico-ospedalieri, anche in orario extrascolastico ed anche prescindendo dall’utilizzo dell’indicatore ICEF per l’attivazione del servizio.
L’attuale disciplina prevede che tale importante servizio sia garantito gratuitamente, senza limiti determinati dall’applicazione dell’ICEF, soltanto per le prestazioni medico-terapiche che si svolgono durante l’orario scolastico.
Al di fuori di tale orario (basti pensare all’estate) lo svolgimento del servizio è subordinato all’applicazione dell’indicatore ICEF. Le famiglie che superano la soglia non hanno diritto al servizio: né gratuitamente, né a pagamento.
Tale diversa disciplina risulta essere immotivatamente gravosa per le famiglia che già si trovano costrette ad affrontare oneri gravosi di ogni genere, anche economici, connessi allo stato di disabilità dei figli.
 Con l’approvazione dell’ordine del giorno è stata eliminata una discriminazione che appariva del tutto immotivata.
Ora tutte le famiglie con figli affetti da grave disabilità potranno usufruire del servizio di trasporto in ogni periodo dell’anno, prescindendo dall’orario scolastico.
Rodolfo Borga