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Consiglio provinciale Trento

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La replica stizzita  del Presidente del Forum per la Pace alla mia interrogazione sul ruolo partitico da egli recentemente pubblicamente assunto dimostra ampiamente, quando mai ve ne fosse stato il bisogno, la sua inadeguatezza a rivestire il ruolo super partes, imparziale, indipendente ed autonomo dai partiti che l’organismo in questione, non a caso incardinato nel Consiglio provinciale (e non in qualche sede di partito), richiederebbe al suo Presidente.
Inadeguatezza non disgiunta ad una certa tendenza a confondere le acque per eludere una questione, che comprendiamo bene imbarazzi non poco il signor Pilati. E ciò fin dal titolo urlato, con cui il “cittadino” Pilati rivendica il diritto a “partecipare ad un incontro politico”.
Rivendicazione del tutto inutile, in quanto io stesso nell’interrogazione ho riconosciuto l’ovvio diritto del Pilati di candidarsi, fare politica, presentarsi alle prossime elezioni. Come un cittadino qualunque, però, e quindi previe dimissioni dalla carica di Presidente del Forum.
Rivendicato strumentalmente un diritto che nessuno gli ha mai contestato, il Pilati si lancia in una appassionata difesa sia del suo operato, che dell’attività del Forum, accusandomi senza tanti giri di parole di essere mosso dal fastidio che proverei per l’organismo in questione. 
Difesa tanto appassionata, quanto strumentale e fuori luogo, palese tentativo di confondere nuovamente le acque, spostando l’attenzione dal problema che personalmente ho sollevato, all’attività dell’organismo di cui il Pilati è presidente.
La mia opinione sull’attività svolta del Forum per la pace è nota. Non essendo un ipocrita, ho a più riprese manifestato il mio pensiero al riguardo pubblicamente. Ma questo non ha nulla a che vedere con quanto accaduto. Sulla cui gravità, se ne faccia una ragione il Pilati, in molti concordano; anche tra coloro che il Forum apprezzano.
Perché, se ancora il Pilati non l’ha capito, la circostanza per cui il Presidente del Forum faccia politica (non la politica “alta” che il Pilati, ancora una volta strumentalmente invoca), rappresentando un movimento partitico e tifando per questo o quel candidato, nuoce al Forum medesimo.
E se questo il Presidente Pilati proprio non lo capisce o non lo vuole capire, qualcuno – a partire dal Presidente Dorigatti e dalla vicepresidente del Forum Plotegher – dovrebbe farglielo capire.
Il cittadino Pilati, invece, tornato dopo le doverose dimissioni uno come tutti, potrà fare quello che meglio ritiene per il bene suo, del Trentino e della Patria tutta.
Rodolfo Borga

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Dal sito dedicato del Consiglio provinciale di Trento apprendiamo quanto segue.
Nato nel 19991, il Forum Trentino per la Pace e i diritti umani emerge dalla volontà del Consiglio provinciale di Trento, che ha deciso di dotarsi di uno strumento per mantenere vigile l’attenzione sulle tematiche legate alla pace, da osservare in modo critico, costante e problematizzante per elaborare e ripensare interventi e normative. Diritti umani, solidarietà, cittadinanza attiva e responsabilità sono alcuni dei termini chiave che guidano da anni le attività del Forum Trentino per la Pace e i diritti umani, organismo permanente fortemente voluto dal mondo politico per mettere in rete e in relazione le diverse realtà che in Trentino si spendono quotidianamente relazione e legami”.
In sintesi, detto Forum è organismo incardinato nel Consiglio provinciale, caratterizzato, almeno in linea teorica, dal massimo dell’imparzialità e dell’autonomia rispetto ai diversi soggetti che animano (dentro e fuori le istituzioni) il panorama politico trentino.
Fatte queste incontestabili premesse, non può non suscitare perplessità di non poco conto quanto appreso in data odierna dalla stampa locale relativamente all’impegno politico del Presidente pro tempore del Forum in esame.
La stampa riporta, infatti, che il Presidente ha partecipato ad un incontro organizzato in vista delle prossime elezioni provinciali in rappresentanza del c.d. think tank “Primavera trentina” unitamente ad altre forze politiche della galassia della Sinistra (r-Esistiamo, articolo 1 Mdp, Pd).
Segnatamente, secondo quanto riportato, il Presidente del Forum ha sostenuto una possibile candidatura alla presidenza per il centrosinistra.
Il tutto in palese e clamorosa violazione del dovere d’imparzialità che il Presidente di detto forum dovrebbe per primo rispettare.
Nessuno nega, ovviamente, al Presidente il diritto di fare pubblicamente politica attiva, di rappresentare un movimento politico, di sostenere uno o più candidati, nonché, di candidare egli stesso, qualora lo desideri.
Tutto questo, però, il Presidente del Forum non lo può fare, ad avviso dell’interrogante, se non dopo essersi dimesso ed così ritornato ad essere un “comune” cittadino, un trentino come tanti altri, una persona che non gode della, invero notevole, visibilità che la presidenza del Forum per la Pace comporta, ponendolo così in una posizione privilegiata rispetto alle decine e decine (centinaia) di candidati che comporranno le liste dei partiti e/o movimenti che affolleranno le schede elettorali.
Diversamente dovremmo ritenere che tra i “termini chiave”, che, stando a quanto pubblicato sul sito del Consiglio provinciale (vedi sopra), “guidano da anni le attività del Forum Trentino per la Pace e i diritti umani”, oltre a “diritti umani, solidarietà, cittadinanza attiva e responsabilità”, vi sia anche l’interesse politico personale del suo Presidente.
Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere
interroga il Presidente del Consiglio provinciale al fine di sapere:
 a) se non ritiene del tutto inopportuno che il Presidente del Forum per la Pace assuma pubblicamente un ruolo politico;
b) se non ritiene che tale situazione possa nuocere all’immagine del Forum per la Pace, in quanto mal si accompagna all’indipendenza, all’autonomia, all’autorevolezza di cui detto organismo dovrebbe godere;
c) se non ritiene opportuno invitare pubblicamente il Presidente del Forum a rassegnare immediatamente le dimissioni per le ragioni esposte in premessa.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
cons. Rodolfo Borga

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Incredibile. In occasione dell’inutile e strumentale mozione presentata dall’UPT, il consigliere Lozzer (Patt) ha appena detto che in fin dei conti la presenza del lupo può anche creare qualche posto di lavoro! Il riferimento con ogni probabilità è a qualche persona che potrebbe essere assunta per far la guardia alle greggi.
Un intervento surreale, che fa il paio con la recente brillante uscita dell’assessore Dallapiccola, secondo cui l’opprimente burocrazia con cui cittadini ed imprese sono costretti a fare i conti in fin dei conti crea posti di lavoro.
Attendiamo con ansia la prossima uscita del Partito Autonomista: i delinquenti creano posti di lavoro (poliziotti e carabinieri), le malattie creano posti di lavoro (medici ed infermieri) e così via. Siamo veramente alla frutta.

Discussa martedì 22 maggio scorso l’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere Rodolfo Borga, che ha portato nuovamente all’attenzione dell’aula il tema dei vaccini. Questa volta con riferimento all’esclusione dai soggiorni socio-educativi (le cc.dd. colonie estive) dei bambini che non hanno ancora assolto gli obblighi vaccinali, disposta Giunta provinciale con la delibera n. 574/2018.
L’interrogazione, con cui si è chiesto alla Giunta di rivedere la sua decisione, parte dalla considerazione per cui i soggiorni socio-educativi sono cosa diversa rispetto ai servizi socio-educativi, cui si applica la normativa nazionale in tema di vaccini (legge 199/2017). Due fattispecie diverse, che non a caso la stessa normativa provinciale disciplina con due leggi distinte.
Il Presidente Rossi, nella sua risposta  ha invece sostenuto che il divieto deriverebbe dalla normativa statale. Il che, si ribadisce, non risponde al vero, atteso che l’art. 3 della legge 119/2017 riguarda non già i soggiorni socio-educativi, ma i servizi socio-educativi (video replica). E che, come sopra rilevato, tra questi ultimi  non rientrano le cc.dd. colonie estive.
In definitiva quella della Giunta sembra essere una decisione discrezionale, non imposta da alcuna norma, statale o provinciale che sia. E, a nostro, avviso una decisione immotivatamente punitiva nei confronti di un gran numero di bambini e di famiglie, che finirà con alimentare inutilmente divisioni e polemiche.
Infine. Volendo dare per scontata la buona fede del Presidente Rossi, dobbiamo ritenere che sulla delicata questione dei vaccini la Giunta non sia informata del tutto correttamente. Nel settembre scorso ha bocciato la nostra mozione, sostenendo che avrebbe violato la legge, quando altro non sollecitavamo che la corretta applicazione della legge. E a distanza di mesi, la Provincia è stata poi costretta a fare proprio quello che noi chiedevamo si facesse nella mozione bocciata. Ora la Giunta sostiene che l’esclusione dei bambini dai soggiorni socio-educativi è imposta dalla normativa statale, che invece delle colonie estive non si occupa. Un tema così delicato meriterebbe, a nostro avvio, un approccio ben più serio e responsabile.

 

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Gay Pride dolomitico di giugno. Gli organizzatori comunicano che  il Comune di Trento avrebbe già dato il suo patrocinio ufficiale alla manifestazione e che analoga richiesta  sarà formulata alla Provincia di Trento ed alla Regione Trentino Alto Adige Südtirol.
Civica Trentina chiede ad entrambe le Giunte e ad entrambi i Presidenti dei Consigli di non accogliere la richiesta. Di seguito una delle quattro interrogazioni presentate unitamente ad altri colleghi di minoranza (quella inviata al Presidente del Consiglio provinciale), ove trovate sinteticamente esposte le ragioni della nostra ferma opposizione al patrocinio.
Al link  potete leggere il documento degli organizzatori del Dolomiti Pride denominato “Orgoglio oltre i confini”.
Rinviando all’interrogazione ed al documento per un più approfondito esame dei contenuti dello stesso, rileviamo come, a nostro avviso, non sia opportuno concedere il patrocinio – riservato ad iniziative che si ritengono di alto valore, morale, sociale e culturale – ad una manifestazione che, per espressa ammissione dei suoi organizzatori, richiede, tra l’altro, (citazione testuale) “la distribuzione gratuita di preservativi e lubrificante nei luoghi di aggregazione, scuole, centri di aggregazione giovanile, università e carceri, promuovendone l’utilizzo”.
Ai lettori il giudizio.

 

 

CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

                                                                                                           Trento, 27 marzo 2018
Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Bruno DORIGATTI
INTERROGAZIONE n.
Approssimandosi la data del c.d. Dolomiti Pride, gli organizzatori hanno diffuso un corposo documento, articolato in 34 pagine, in cui sono esposti contenuti e finalità della manifestazione.
La lettura del documento offre interessanti elementi di valutazione, anche se, a dire il vero, non poche sono le affermazioni del tutto prive di fondamento, quale quella per cui l’Italia deterrebbe il triste primato di Paese più transofobico d’Europa, laddove tutti gli studi ed i dati a disponibili dimostrano, invece, che il nostro Paese è tra i primi posti al mondo per accettazione sociale dell’omosessualità.
 Ed anche se le teorie che troviamo a più riprese esposte risultano essere ai più di assai difficile comprensione.
Ad esempio, che cosa significhi che “la cultura patriarcale-virilistica, che è matrice ideologica alla base dell’omotransfobia, agisce attraverso il sistema d’ordine e di riproduzione sociale eteronormativo, che pretende di schiacciare l’esperienza umana al solo principio di riproduzione biologico-naturale, al quale ricondurre costruzioni sociali quali famiglia, matrimonio, riproduzione, genitorialità e cura come validi solo se costruiti in spazi eterosessuali e normati”,  lo sa (forse) soltanto l’estensore del documento.
La sola cosa che agli interroganti pare chiara è la profonda avversione per la famiglia naturale in ogni suo aspetto che trasuda dal documento in questione.
Parimenti, per fare un altro esempio, di assai difficile comprensione, quantomeno per gli interroganti, è l’affermazione secondo cui “il Dolomiti Pride accoglie e supporta le nuove sfide di autodeterminazione che interrogano il genere denunciando la sua narrazione binaria e genderista, proseguendo nel percorso inclusivo e decostruttivo che il femminismo (nelle sue tradizioni costruzioniste, post-coloniali ed intersezionali) storicamente ha segnato, indicando così quelle premesse necessarie a far emergere oggi anche quelle istanze che si pongono – in modalità diverse e complesse – oltre ed in relazione al binarismo di genere”.
Di assai difficile comprensione per i più (interroganti compresi), ma anche, azzardiamo, con ogni probabilità distante, e non poco, dai reali e concreti bisogni e aspirazioni della gente comune.
L’interessante documento alterna periodi non propriamente intelligibili, quali quelli sopra riportati, ad altri che invece sembrano essere assai più chiari, laddove, ad esempio, gli organizzatori (pag. 26) chiedono che “si rendano gratuiti preservativi e lubrificante e che si distribuiscano nei luoghi di aggregazione, nelle scuole e nelle carceri promuovendone l’utilizzo”.
Orbene, premesso che il lubrificante, pur genericamente indicato, non pare essere quello necessario al corretto funzionamento dei veicoli a motore, pare un pochino eccessivo agli interroganti che s’intenda promuovere l’utilizzo di preservativi e “lubrificante” in scuole e non meglio precisati “luoghi d’aggregazione”, quali, ad esempio, potrebbero essere oratori, stadi, teatri, cinema, ospedali od altro.
Assai chiaro il documento risulta essere anche laddove, nella pagine conclusive cui rinviamo, formula una serie di richieste alle Province autonome di Trento e Bolzano, al Comune di Trento ed agli altri Comuni del territorio.
Ciò considerato, a giudizio degli interroganti, è giunto il momento di chiarire cosa intendono fare le Istituzioni dolomitiche a fronte di un’eventuale (probabile) richiesta di patrocinio e magari finanziamento che gli organizzatori del Gay Pride dolomitico dovessero avanzare.
La manifestazione è imminente e sono chiare le finalità ed i contenuti della medesima, quali risultanti dal documento sopra citato ed in parte riportato.
Pare pertanto giunto il momento che le Istituzioni dolomitiche ed autonomiste prendano apertamente posizione, senza nascondersi dietro motivazioni di comodo, facendo sapere se, ad esempio, l’auspicata (dagli organizzatori del Dolomiti Pride) promozione nelle scuole di preservativi e “lubrificante” sia condivisa o meno.
Quanto sopra premesso, i sottoscritti consiglieri
interrogano il Presidente del Consiglio provinciale al fine di sapere:
  1.  se egli intende patrocinare e/o finanziare la manifestazione denominata Dolomiti Pride;
  2.  se egli intende partecipare in prima persona, come è accaduto nei Gay Pride organizzati in altre Regioni, alla sfilata con un suo rappresentante.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
cons. Rodolfo Borga
cons. Claudio Civettini
cons. Walter Kaswalder
cons. Nerio Giovanazzi
cons. Marino Simoni

 

Alla fine, ancora una volta i fatti danno ragione a Civica Trentina.
Nel settembre scorso avevamo richiesto una seduta straordinaria del Consiglio per discutere una proposta di mozione del consigliere Borga, finalizzata a richiedere molto semplicemente la puntuale applicazione della nuova normativa in materia di vaccini.
Segnatamente chiedevamo che la Giunta applicasse correttamente tale normativa e che conseguentemente i bambini “conformi” (i cui genitori hanno presentato formale richiesta di vaccinazione) potessero concludere l’anno (asili e materne) a  prescindere dall’avvenuta vaccinazione.
Come a Bolzano, ad esempio, e, si ripete nel rispetto della legge. Non chiedevamo proroghe, né deroghe, ma soltanto un po’ di buon senso. Al link  l’intervento del consigliere Borga. La maggioranza ha bocciato la nostra proposta, sostenendo che la legge andava comunque applicata (proprio quello che noi chiedevamo). Ed analoga sorte ha avuto l’analoga proposta  successivamente presentata dal consigliere Civettini.
All’epoca avevamo pubblicamente affermato che la Giunta, nonostante la bocciatura della mozione, non avrebbe avuto il coraggio di espellere nessuno. Se non altro perché la legge non lo prevede.
Bene, dopo aver determinato mesi d’inutili polemiche, dopo aver esasperato una questione che ha determinato spaccature immotivate tra famiglie, dopo aver generato preoccupazioni in migliaia di famiglie, la Giunta annuncia ora di voler fare proprio quello che noi avevamo invano proposto otto mesi fa: nessun bambino “conforme” sarà espulso nel corso dell’anno.
Quello che Rossi e Zeni sostenevano nel settembre dello scorso anno non essere possibile, in quanto contrario alla legge, ora lo è divenuto. Come Civica Trentina ha da sempre sostenuto. E il Presidente Rossi ha ora anche la faccia tosta di affermare: “Adottato il buon senso, tutti uguali nell’attuazione della legge” (link).
L’ennesima figuraccia di una maggioranza, che una volta di più ha dimostrato la propria inadeguatezza.

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 Il Consiglio provinciale ha approvato nella sua ultima seduta il disegno di legge presentato dalla maggioranza con cui sono state introdotte norme finalizzate a promuovere una semplificazione normativa di cui c’è sommo bisogno.
Nulla da dire sui contenuti del disegno di legge, che anche Civica Trentina ha votato.
Al di là dell’enfasi un po’ eccessiva con cui è stato presentato, si tratta comunque di un passo avanti. Non è stato però neppure sfiorato il problema di fondo, costituito dalla presenza di un’enorme mole di norme che finiscono inevitabilmente con il rallentare l’operato della pubblica amministrazione e con il creare problemi sia ai cittadini ed alle imprese, che ai funzionari che tale messe di norme devono interpretare ed applicare.
Abbiamo provato a rappresentare in concreto cosa significhi, da una parte e dall’altra della “barricata”, avere a che fare con la normativa vigente, ricorrendo al sito ufficiale della Provincia.
Nella fotografia sopra potete vedere il consigliere Borga seduto tra due pacchi di fogli A 4, su cui abbiamo stampato la normativa vigente in Provincia di Trento in materia di urbanistica ed appalti pubblici (rispettivamente a destra ed a sinistra del consigliere).
Un coacervo impressionante di leggi, decreti, regolamenti, circolari esplicative, direttive, delibere, determinazioni, che anche un luminare del diritto amministrativo farebbe fatica ad applicare.
Questa è la vera questione. Una normativa impressionante per quantità, che non può non determinare problemi a chi la deve applicare, siano essi funzionari, professionisti od imprese, generando costi e ritardi che producono danni enormi.
È su questo versante che sarebbe necessario intervenire. Ogni altra misura, per quanto positiva, costituisce soltanto un palliativo.

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Approvata la mozione di Civica Trentina primo firmatario il consigliere Rodolfo Borga, che impegna la Giunta provinciale ad aumentare progressivamente i posti letto convenzionati nelle RSA nonese, con particolare riferimento alla situazione della APSP Anaunia di Taio.
I posti convenzionati permettono agli ospiti di pagare soltanto la retta  alberghiera. Nei posti non convenzionati, invece, sull’ospite (ed i suoi famigliari) grava anche la retta sanitaria, con costi mensili che arrivano a superare complessivamente i 3.500,00 euro.
Un bel risultato per Civica Trentina, che come sempre alle chiacchiere preferisce i fatti.

 

 

 

 

Nella scorsa seduta del Consiglio provinciale è stata approvata la mozione di Civica Trentina, con cui il Consiglio ha impegnato la Giunta ad attivarsi affinché nella modulistica delle scuole trentine e comunque relativa ai servizi forniti dalla Provincia non siano utilizzati termini finalizzati a negare per via burocratica l’esistenza di un padre e di una madre, magari ricorrendo a dei numeri per individuare gli esercenti la potestà parentale. Parliamo degli ormai famosi “genitore 1 e genitore 2” o “responsabile 1 e responsabile 2”.
Già all’inizio della legislatura avevamo presentato un’analoga proposta di mozione, che la maggioranza di centrosinistra (supportata da chi, dall’opposizione, aveva affermato che “nel 2014 parlare di padre e di madre in questi termini sia ormai superato”) aveva bocciato. La stessa mozione era invece stata approvata, con il ricorso al voto segreto, in Consiglio regionale.
Civica Trentina è poi tornata ad occuparsi della questione con riferimento al libretto scolastico di una scuola trentina , ove al padre ed alla madre si erano sostituiti degli anonimi responsabili 1 e 2 (interrogazione). Ed in tale occasione abbiamo ottenuto la correzione di rotta auspicata (documento).
Ora, siamo finalmente riusciti a far approvare una mozione che definisce in via generale (e non solo per l’ambito scolastico) la questione. La nostra perseveranza è stata infine premiata.
Ma, soprattutto, ci pare che molto semplicemente si sia tornati, non senza fatica, a quel comune buon senso, che purtroppo nei tempi attuali sembra essere diventata merce sempre più rara.