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Cooperazione

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Venerdì 8 giugno scorso, Marina Mattarei è stata eletta Presidente della Federazione Trentina  della Cooperazione. Alla nuova Presidente, facciamo i migliori auguri di buon lavoro.
La cooperazione ha svolto, svolge e deve continuare a svolgere un ruolo importante per la Comunità Trentina.
Civica Trentina ha già espresso pubblicamente la propria posizione relativamente al preciso rapporto che nel corso degli anni si è venuto a consolidare tra i vertici della cooperazione e la politica.
Senza quindi “fare il tifo” per nessuno, non possiamo non valutare positivamente il cambiamento che la figura di Marina Mattarei rappresenta.

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Nel prossimo mese di giugno la cooperazione rinnoverà i vertici della Federazione. Un passaggio importante non soltanto per il mondo cooperativo, ma per l’intero Trentino. Il rinnovamento di cui il Trentino ha bisogno passa anche attraverso questo fondamentale settore. Superare il consociativismo del passato per recuperare autonomia e credibilità.
Ed i partiti rinuncino finalmente ad intromissioni indebite, che certamente non hanno fatto il bene della cooperazione. L’orientamento politico del nuovo Presidente non rileva. Ciò che conta è l’autorevolezza, la credibilità, la competenza e l’autonomia  di chi sarà chiamato a guidare la Federazione in momento così delicato.
Questa la posizione di Civica Trentina, espressa in un intervento pubblicato dal quotidiano Trentino.

 

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Apprendiamo dalla stampa che il contratto di permuta stipulato tra Patrimonio del Trentino spa e Piedicastello spa avente ad oggetto il compendio immobiliare ex Italcementi e gli immobili Rettorato ed ex Dogana potrebbe subire una modifica di non poco rilievo, in quanto la Cooperazione è intenzionata ad acquistare in luogo del compendio ex Dogana, l’immobile di via Iacopo Acconcio, per cui ha formulato la propria offerta, pari a 9,5 milioni di euro.

A tal riguardo si rileva come i valori stimati, al netto di IVA, degli immobili oggetto del contratto preliminare di permuta 30 dicembre 2011 siano i seguenti: compendio Piedicastello 30.293.500,00 euro, compendio Rettorato 10.481.00,00 euro e compendio ex Dogana 13.481.000,00 euro.

La differenza tra l’importo offerto da Phoenix Informatica Bancaria per l’immobile di via Acconcio ed il valore convenuto è quindi pari a quasi 4 milioni di euro, che andrebbero ad aggiungersi al conguaglio che Patrimonio del Trentino deve corrispondere a Piedicastello spa.

Va peraltro rilevato come i termini previsti dal contratto preliminare non siano stati rispettati e come ai sensi dell’art. 7 la “sorte” dell’immobile ex Dogana fosse legata all’adozione, entro il 31 dicembre 2013, da parte del Comune di Trento di un “piano attuativo” che prevedesse almeno 37.000 mc fuori terra.

In difetto il contratto prevede una proporzionale riduzione del prezzo e, qualora si scenda sotto i 34.000 mc, la possibilità della retrocessione dell’immobile (sul presupposto che la proprietà fosse già trasferita a Piedicastello spa, il che doveva aver luogo entro il 30 giugno 2013, data fissata per la “seconda esecuzione” del contratto).

Di fatto sembra essere questa la clausola contrattuale cui Pohenix (e cioè la Cooperazione) intende avvalersi per non acquistare l’immobile ex Dogana.

E ciò in un quadro in cui a ben vedere il rapporto tra Provincia e Federazione delle Cooperative (i veri protagonisti dell’operazione) più che su norme contrattuali si basa considerazioni di carattere politico.

Così come su considerazioni di carattere politico si è fondata la decisione della Provincia di acquistare l’area ex Italcementi, venendo così in soccorso della Federazione delle Cooperative, “impantanatasi” in un’operazione immobiliare che si rivelata decisamente poco felice.

Ed in tale contesto la decisione di rimettere di fatto a decisioni di terzi (il Comune di Trento) l’acquisto dell’immobile ex Dogana, lasciando a Piedicastello spa la possibilità di rinunciare all’acquisto senza che ciò comporti la risoluzione del contratto preliminare, costituisce un evidente manifestazione dell’attenzione tutta particolare che la Provincia ha riservato all’area ex Italcementi, di cui peraltro ora, a distanza di anni, la Provincia non sa ancora cosa fare.

Come che sia, ora pare che l’ex Dogana, tutt’ora in attesa del piano attuativo del Comune di Trento, resti di proprietà di Patrimonio del Trentino spa (e cioè della Provincia), che dovrà ovviamente rinunciare ai 13,4 milioni di euro convenuti.

Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere

interroga il Presidente della Provincia al fine di sapere

a) quale utilizzo prevede per l’immobile ex Dogana;

a) quali sono i contatti intervenuti tra il Comune di Trento e la Provincia e/o Patrimonio del Trentino aventi ad oggetto il “piano attuativo” dell’immobile ex Dogana ed i documenti intercorsi, di cui si chiede copia.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.