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Da lungo tempo i media mainstream, l’establishment e la sinistra (da noi il PD è il più attivo in argomento) hanno puntato il dito contro le cosiddette fake news. A parole tutta questa (pericolosa) attenzione sarebbe dovuta alla necessità di evitare che il popolo bue sia tratto in inganno dalle bugie che i nemici della democrazia fanno circolare in rete.
Sarebbe quindi doveroso, a detta di questi novelli censori, tutelare il popolino ignorante e fesso per definizione, incapace di distinguere il vero dal falso, bisognoso di una guida. Noi riteniamo che questa rinnovata volontà censoria abbia ben altre finalità, anche perché siamo convinti che ognuno di noi sia in grado di valutare come meglio ritiene le notizie che reperisce in rete o su un qualsiasi altro mezzo d’informazione (ove, detto per inciso, le  bufale, quelle vere e clamorose, di certo non mancano), senza che un sedicente essere di superiore cultura ed intelligenza, decida per noi “a monte” cosa dobbiamo o non dobbiamo conoscere. Siamo convinti che in realtà lo scopo sia un altro e cioè quello di mettere la museruola ai siti che diffondono notizie che i media mainstream censurano.
Certo è vero che nella rete si trova di tutto. Ivi comprese falsità e castronerie. Ma francamente non crediamo che di tali bufale le rete abbia l’esclusiva. Anzi! Ad ogni buon conto, recentemente proprio un esponente di spicco del PD ha chiarito che cosa deve intendersi, secondo la neo lingua, per fake news.
Facciamo riferimento all’interessante discussione intervenuta tra un ministro PD ed il giornalista Luca Telese (vedi video). Ecco cosa sono le fake news per la sinistra. Non servono commenti. Rileviamo solo come il Ministro Fedeli sia quello che ha vantato una laurea ed un diploma di maturità entrambi inesistenti. Quello che, da Ministro all’Istruzione, Università e Ricerca, ha solennemente affermato di volere percorsi “più migliori” per studenti e studentesse.
P.S. La bugia della Fedeli è la medesima raccontata da Renzi e la Boschi: se perdiamo il referendum, lasciamo la politica. Ed infatti si è visto.

 

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Un centrosinistra alle prese con un continuo calo di consensi, non sapendo più a quale santo votarsi, si è inventato, seguendo il solo tracciato dai cultori del politicamente corretto a livello planetario, la favola delle fake news.
La colpa delle ripetute sconfitte subite e della crescente insofferenza che popolo e ceto medio manifestano non appena è concesso loro di votare, non sarebbe nelle fallimentari politiche proposte ed attuate dal Renzi di turno, ma nelle bugie che un complotto ordito a livello mondiale diffonderebbe a piene mani sul web.
Da qui la necessità d’intervenire con leggi draconiane per mettere il bavaglio a chi osa dissentire dal pensiero unico globale e dal verbo diffuso senza sosta dai media mainstream.
Al complotto globale ordito in danno della verità e dei suoi illuminati detentori non crediamo. E, per dirla tutta, riteniamo a dir poco pericoloso il tentativo di mettere il bavaglio a chi non si adegua. Specie quando non è chiaro – o, forse, lo è fin troppo – chi dovrebbe svolgere il ruolo omnicomprensivo di detentore della verità, censore e giudice di ciò che è vero e di ciò che non lo è, di ciò che può essere detto o scritto e di ciò che invece deve essere oscurato: in ultima analisi di chi può parlare e di chi invece e condannato al silenzio a suon di salate sanzioni.
Ciò premesso, visto che la questione va di moda, abbiamo pensato di dar vita ad un’apposita rubrica dedicata alle fake news che la Giunta provinciale è solita diffondere. Cominciamo dalla legge finanziaria recentemente approvata.
Nella sintetica relazione al bilancio 2018-2020 prodotta dalla Giunta si legge: “complessivamente lo stock di risorse disponibili per la realizzazione di opere pubbliche risulta pari a circa 1.250 milioni di euro”. Una bella sommetta, non c’è che dire. E, soprattutto, una bella notizia per le nostre imprese, da anni alle prese con un drastico calo delle risorse pubbliche destiate agli investimenti. Ed infatti essa è stata puntualmente ripresa da tutti i media locali, giornali e televisioni (Rai compresa). Peccato che la notiziona sia una bufala!
Insospettiti dal grafico che precedeva la perentoria affermazioni, abbiamo chiesto alcuni chiarimenti agli uffici competenti, il cui esito è il seguente. Per il triennio 2018/2020 (non per il solo 2018) sono stanziati 363 milioni, di cui però soltanto 276 sono risorse disponibili, in quanto non già vincolate. Per gli anni definiti “successivi” (che vanno in alcuni casi fino al 2030 ed oltre!) ci sono 442 milioni, di cui soltanto 173 sono risorse disponibili, in quanto non vincolate. Concorderete che come bufala non è male. In luogo di generici 1.250 milioni, i milioni realmente disponibili, in quanto non già vincolati sono 449: non però l’anno prossimo o nel triennio, ma dal 2018 al 2030 ed oltre”!
E, come se non bastasse, tali risorse non sono destinate esclusivamente ad opere pubbliche, ma anche ad acquisti di beni (è il caso dei nuovi autobus). Che questa improvvisa disponibilità di significative risorse fosse una bufala, lo si poteva peraltro dedurre dai dati che la stessa Giunta aveva presentato con il DEFP 2017 (vedi sotto). Ma a quanto pare l’importante è fare propaganda e raccontare un po’ di balle. Tanto poi, come noto, i populisti ed i demagoghi sono gli altri.