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omofobia

Solitamente non commentiamo i post dei colleghi. Questa volta, però, riteniamo opportuno fare un’eccezione per quello di seguito riportato della collega Bottamedi, che peraltro ringraziamo per le sperticate lodi che, con ogni probabilità inconsapevolmente, ha voluto riservarci. Lodi che, pur ovviamente gradite, riteniamo, senza falsa modestia, però essere eccessive.

 

1) La Giunta provinciale era tenuta ad approvare la delibera in questione per la semplice ragione che a ciò l’aveva impegnata il Consiglio provinciale con un ordine del giorno approvato all’unanimità. Trattasi di elementare rispetto istituzionale tra organi politici. Non è cosa difficile da comprendere. Posso anche capire che chi non ha mai avuto l’occasione di amministrare neppure una bocciofila stenti a comprendere l’importanza della questione, ma da chi ha responsabilità amministrative e politiche di un certo livello ci si aspetterebbe un minimo di senso delle istituzioni. Sorprende, peraltro, che a pretendere che la Giunta provinciale non rispetti un ordine del giorno del Consiglio sia un consigliere di minoranza. Se la Giunta si sentisse legittimata a violare mozioni e ordini del giorno del Consiglio, i consiglieri – ed ovviamente in primo luogo quelli di minoranza – sarebbero privati di uno dei pochissimi strumenti che hanno per incidere sull’azione di governo e potrebbero tranquillamente starsene a casa.
2) Il Medioevo inizia convenzionalmente nel 476 d.C. (caduta dell’Impero Romano d’Occidente) e termina nel 1492 d.C. (scoperta dell’America). L’ordine del giorno del Consiglio cui la Giunta ha dato doverosamente (immagino senza grande entusiasmo) esecuzione altro non sono che la concreta applicazione di quanto previsto da alcuni documenti contemporanei, che pertanto con l’Età di Mezzo nulla hanno a che vedere: Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (art. 26) e Convenzione europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali (art. 2 protocollo addizionale). Per informazioni più precise vedi link http://www.gruppoconsiliarecivicatrentina.it/educazione-pr…/. Come la mettiamo? A chi diamo retta? All’assessore Ferrari ed al signor Donatello Baldo o ai “sacri testi” sopra citati? Io, con tutto il doveroso rispetto per Baldo e Ferrari, dubbi non ne ho proprio.
3) Sul Medioevo non mi dilungo, anche perché l’Età di Mezzo è argomento che sembra essere terreno fertile per luoghi comuni orecchiati e ripetuti con riflesso pavloviano, per i sedicenti storici da Wikipedia, per bufale e leggende di vario colore. Personalmente penso che tutto sommato qualcosa di buono ci abbia lasciato. Le splendide cattedrali concepite per elevare lo spirito, i bellissimi borghi medioevali, i maestosi manieri che ancora oggi possiamo ammirare, la basilica di San Marco, Carlo Magno, San Tommaso d’Aquino e San Bernardo, il Sommo Poeta e la sua (Divina) Commedia, Giotto, Petrarca, Cimabue e vi discorrendo. Non male, tutto sommato. Ora invece lasciamo ai posteri il Corviale di Roma, lo Zen a Palermo, le opere d’ingegneria che crollano prima ancora di essere collaudate, la “Merda d’artista, contenuto 30 g., contenuta al naturale, prodotta ed inscatolata nel maggio 1961” (titolo integrale), prodotta in 90 esemplari, il cui n. 69 è stato venduto lo scorso anno per la rispettabile somma di 220.000 euro, che mi pare la dica lunga sul gusto per il bello della contemporaneità. Ma, come dicevo, è questione di gusti
P.S. Donatello Baldo, già leader del Centro Sociale Bruno e responsabile comunicazione di Arcigay, è stato uno dei più strenui sostenitori del disegno di legge promossa da Arcigay ed Arcilesbica, che noi abbiamo contribuito in misura determinante ad affossare. Non nutre, pertanto e ben comprensibilmente, una particolare simpatia nei miei confronti, fin da quando mi sono a più riprese occupato dell’attività svolta dai rivoluzionari da salotto (ed in comodato gratuito) del Bruno. Ora che scrive su Il Dolomiti non perde occasione, quando si occupa della Civica e del sottoscritto, per manifestare questa sua antipatia. Nulla di grave. Ognuno fa il suo mestiere come meglio ritiene. E di certo non ci preoccupa la sua, ripeto comprensibile, ostilità. Al contrario, ci dovremmo preoccupare qualora Donatello Baldo dovesse valutare positivamente la nostra azione politica. Ma siamo certi che questo non avverrà mai.

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LA DELIBERA DELLA GIUNTA PROVINCIALE CHE OBBLIGATORIAMENTE RECEPISCE I CONTENUTI DELL’ORDINE DEL GIORNO APPROVATO ALL’UNANIMITA’ DAL CONSIGLIO PROVINCIALE NELLO SCORSO MESE DI GIUGNO HA SCATENATO VIRULENTE POLEMICHE.
DI SEGUITO  L’INTERVENTO DEL CONSIGLIERE RODOLFO BORGA PUBBLICATO SUL CORRIERE DEL TRENTINO. ANCHE PER CHIARIRE CHI NELLA FATTISPECIE PUO’ ESSERE ACCUSATO D’IPOCRISIA.

 

L’11 giugno scorso il Consiglio provinciale ha approvato l’ ordine del giorno 215  collegato al ddl n. 126 (Modificazioni della legge provinciale sulla scuola), avente titolo “coinvolgimento delle famiglie nell’attuazione da parte delle istituzioni scolastiche delle azioni previste dalla mozione n. 126/XV in materia di contrasto alle discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale”.
Nelle premesse si fa espresso riferimento al riconoscimento del primato educativo della famiglia con riferimento all’educazione dei figli e, conseguentemente, alle scelte in tema d’istruzione, ad opera della Costituzione italiana, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Sempre nelle premesse dell’ordine del giorno si rinvia alla mozione n. 126/XV, approvata dal Consiglio provinciale nella seduta del 10 maggio 2016.odg omofobia
Il deliberato dell’ordine del giorno impegna la Giunta provinciale:
1) a garantire che tutte le iniziative che coinvolgeranno le istituzioni scolastiche e formative riconducibili alla mozione n. 126 del 10 maggio 2016, o che comunque riguardino i temi dell’identità sessuale o di genere, siano coordinate da IPRASE e siano coerenti con le linnee guida d’indirizzo della Giunta provinciale, adottate previo parere della competente Commissione permanente del Consiglio provinciale;
2) a far precedere le iniziative di cui al punto 1 da un’adeguata informazione, resa sia attraverso l’organizzazione di appositi momenti d’incontro con i genitori o con chi sugli studenti minori esercita la potestà parentale, sia in forma scritta, tramite preventivo invio ai genitori o a chi sugli studenti minori esercita la potestà parentale di un catalogo delle iniziative che s’intendono proporre, sulla base del modello dell’attuale catalogo IPRASE;
3) ad assicurare ai genitori o a chi sugli studenti minorenni esercita la potestà parentale la possibilità di comunicare all’istituzione scolastica o formativa la non partecipazione dello studente alle iniziative di cui al punto 1; la medesima possibilità di scelta deve essere garantita agli studenti maggiorenni.
Come risulta dalla relativa scheda tecnica del Consiglio provinciale, organo impegnato all’attuazione è la Giunta provinciale, la quale deve da un lato impartire ad IPRASE le opportune direttiva, dall’altro deve semplicemente inviare ai dirigenti scolastici l’ordine del giorno, facendo presente che ove la scuola proponga (tutte le) iniziative che riguardano i temi dell’identità sessuale o di genere, esse debbono essere necessariamente precedute da un’adeguata informazione rivolta alla famiglia, che legittimamente può decidere di non far partecipare i figli alle iniziative i cui contenuti non sono condivisi.
Ovviamente le iniziative cui fa rifermento l’ordine del giorno sono tutte quelle cui partecipano le istituzioni scolastiche, siano svolte o meno all’interno degli edifici scolastici.
Può essere il caso, ad esempio, di spettacoli teatrali o cinematografici, cui le istituzioni scolastici decidono di far partecipare gli studenti.
Pur essendo l’attuazione dell’ordine del giorno in esame assai semplice, ad oggi, trascorsi più di otto mesi dalla sua approvazione, la Giunta non vi ha provveduto.
Si ritiene, pertanto, opportuno che la Giunta proceda senza indugi all’attuazione dell’ordine del giorno in esame, in considerazione sia della rilevanza della tematica trattata, che l’attuazione non comporta alcuna particolare adempimento.
Quanto sopra premesso,
il Consiglio provinciale impegna la Giunta
 
a procedere non oltre dieci giorni dall’approvazione della presente mozione all’attuazione dell’ordine del giorno di cui in premessa, anche mediante invio alle istituzioni scolastiche del testo (premesse e deliberato) dell’ordine del giorno medesimo.
cons. Rodolfo Borga
cons. Claudio Civettini

Dopo il ritiro del disegno di legge, abbiamo ottenuto quello per cui ci stiamo battendo da lungo tempo. odg omofobiaDavanti alla mole dei 2450 emendamenti presentati da Civica Trentina, la maggioranza ha infine ceduto: approvato l’ordine del giorno  di cui è primo firmatario il nostro capogruppo con cui si sanciscono due fondamentali principi.
In primo luogo quello ad un’adeguata informazione dei genitori per tutte le iniziative che coinvolgono le istituzioni scolastiche e formative riconducibili alla mozione 126/XV (quella approvata tra urla di giubilo e di vittoria dalla maggioranza il mese scorso con la regia di Arcigay) o che comunque riguardino i temi dell’identità sessuale o di genere.
In secondo luogo, novità assoluta, il riconoscimento del diritto dei genitori a non far partecipare i propri figli alle iniziative i cui contenuti non si condividono.
Analoga facoltà è riconosciuta agli studenti maggiorenni.
Un paio d’anni di serio lavoro hanno dato i loro frutti: prima il ddl omofobia è stato ritirato ed abbiamo raggiunto il risultato sopra esposto.
 Con serietà, impegno e, ci sia consentito, competenza. La serietà che ci è riconosciuta anche dagli avversari, i quali sanno bene che per noi l’ostruzionismo non è un espediente mediatico.
Noi quando l’ostruzionismo lo pratichiamo, siamo soliti andare fino in fondo.
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Civica Trentina, per il tramite del capogruppo Rodolfo Borga, ha depositato questa mattina i primi 1.400 emendamenti al disegno di legge della Giunta in materia di scuola.

Unitamente agli emendamenti è stato depositato l’ordine del giorno (ODG scuola) sulla c.d. omofobia, concernente il rapporto tra istituzioni scolastiche e famiglie.

La maggioranza rinuncia al ddl omofobia e ripiega su una proposta di mozione: prima vittoria di chi da sempre si oppone alla deriva gender in Trentino – A giugno il secondo round: confidiamo nel definitivo knock-out

 

La maggioranza, vista l’idilliaca situazione politica, economica e sociale in cui versa il Trentino, non trova di meglio da fare che riportare in aula il tema della presunta omofobia. Quel fenomeno che sulla  base di un recente studio commissionato dl Forum per la Pace all’Università di Trento in Trentino non esiste.

Nei video di seguito pubblicati vengono esposte le ragioni per cui Civica Trentina non ha abbandonato l’aula (se non al momento del voto della mozione) e le iniziative che intendiamo assumere prossimamente.

Per ora esprimo la soddisfazione per il risultato raggiunto.

La nostra caparbietà ha costretto la Giunta a rinunciare al disegno di legge ed a ripiegare su una proposta di mozione. E cioè su un atto del tutto privo di consistenza giuridica, che è servito soltanto a ricostituire fittiziamente una parvenza di unità in una maggioranza in cui sempre più emerge il ruolo egemone del Pd.

In definitiva inutile era il disegno di legge, ed inutile è la mozione, che ha portata meramente amministrativa e pertanto non aggiunge nulla a quanto la Giunta già avrebbe potuto fare.

Per contro l’iniziativa della maggioranza ci ha dato lo spunto per intervenire a nostra volta quando, nel prossimo mese di giugno, sarà discusso il ddl sulla scuola. L’occasione opportuna per costringere la Giunta e la maggioranza a riconoscere formalmente il fondamentale diritto delle famiglie ad educare i figli, in via prioritaria rispetto allo Stato (e, pertanto, anche all’onnipotente Provincia autonoma di Trento)  in conformità alle proprie convinzioni religiose e filosofiche. Infine, una nota personale.

Io ho presentato 1248 dei 1440 emendamenti depositati al ddl omofobia.

Il risultato ottenuto – ovviamente con l’indispensabile intesa di tutti i colleghi che a suo tempo hanno partecipato all’ostruzionismo – dimostra che alle volte anche minoranze scarse nei numeri, ma determinate,  riescono a vincere su maggioranze numericamente assai superiori.

Ed anche che un conto sono le chiacchiere, ed un altro i fatti.

Rodolfo Borga

Capogruppo Civica Trentina

Di seguito i link agli interventi del Consigliere Borga in Consiglio provinciale

Intervento introduttivo

Primo intervento mozione omofobia

Secondo intervento mozione omofobia

 

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Nel pieno delle difficoltà (per usare un eufemismo) in cui la coalizione di centrosinistra versa anche a detta dei più benevoli commentatori, ecco trovata la ricetta: quote rosa e ddl omofobia.

Non il lavoro, non la questione istituzionale (con il terzo Statuto che incombe in un contesto a dir poco problematico), non la sanità né l’assistenza, non i precari della scuola, non i problemi dei Comuni trentini. No, niente di tutto questo!

Le priorità dei Trentini e del Trentino sono le quote rosa e l’omofobia, questioni che notoriamente turbano il sonno di decine e decine di migliaia di nostri concittadini.

Che dire? Forse che il centrosinistra, Pd in testa, non perde occasione per dimostrare la sua siderale distanza dai reali interessi della gente, per privilegiare questioni di fatto inesistenti che coinvolgono non più di qualche centinaio di addetti ai lavori, utili al più per costruire o consolidare più o meno ampi spazi di potere.

Un approccio elitario tipico della Sinistra, che sembra aver ormai irrimediabilmente contagiato partiti che dovrebbero avere un ben diverso rapporto con i concreti e reali problemi della nostra Terra.

Se queste sono le basi su cui l’asfittico centrosinistra trentino vuole fondare la sua ripartenza, c’è poco da stare allegri.

Rodolfo Borga

Capogruppo Civica Trentina

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L’assemblea delle minoranze (eccetto il Movimento 5 Stelle) ha nuovamente preso posizione sul disegno di legge che Arcigay e maggioranza si ostinano a portare in aula.

Nel comunicato abbiamo ribadito la nostra posizione: nessuna contrarietà ad adottare, qualora ve ne sia effettivamente bisogno, misure contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale, ma in un contesto in cui la legge riconosca la famiglia quale definita dalla nostra Costituzione e recepisca quanto previsto in tema di educazione dei figli dai documenti puntualmente citati nel comunicato.

Per parte sua Civica Trentina rileva come le nostre preoccupazioni trovino fondamento in evidenti dati di fatto. Poiché, come riconosciuto dall’allora assessore Rossi, il disegno di legge è destinato ad operare sul piano culturale ed educativo, risulta essere del tutto evidente l’importanza di riconoscere il ruolo educativo delle famiglie in temi così delicati come quelli attinenti l’educazione affettiva e sessuale e l’identità sessuale o di genere che dir si voglia.

Ed in tale contesto ci preoccupa non poco quanto affermato dal comitato Firmalove (leggi Arcigay) in occasione del passaggio in aula del disegno di legge. All’epoca Arcigay si complimentò con la maggioranza per la mancata approvazione di due emendamenti del consigliere Borga finalizzati a tutelare il ruolo educativo delle famiglie, il cui accoglimento, secondo i promotori del disegno di legge, avrebbe “vanificato gli obiettivi del disegno di legge”.

Quindi, ammette Arcigay, informare puntualmente le famiglie dei reali contenuti delle iniziative che si vorrebbero assumere nelle nostre scuole vanificherebbe le finalità del disegno di legge!

Capito, ora, la ragione delle nostre (e di tante famiglie) preoccupazioni ed il perché per noi il riconoscimento alle famiglie del diritto ad educare i propri figli in via prioritaria rispetto ad ogni altro soggetto costituisce un presupposto imprescindibile, in difetto del quale ogni ipotesi di accordo viene meno?

La maggioranza arcobaleno che sostiene il disegno di legge riconosca quello che già riconoscono la nostra Costituzione, (la più bella del Mondo, si dice, ma evidentemente ad intermittenza), la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Convenzione europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali e noi saremo pronti a discutere dei contenuti del disegno di legge. Diversamente continueremo ad opporci strenuamente all’approvazione del ddl e sarà la Giunta a doversi assumere la responsabilità di tornare in aula.

Di seguito il link al comunicato delle minoranze consiliari

Comunicato minoranze

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Con riferimento alle minacce pubblicamente rivolte al consigliere Claudio Cia di Civica Trentina, definito “assassino” dal signor Giacomini, il quale ha pure auspicato il ricorso ad “armi non convenzionali”, desideriamo esprimere con la presente piena e convinta solidarietà al collega. Gli insulti e le minacce, postate sul profilo facebook del presidente di Arcigay ed ivi rimaste fino a quanto non sono state da quest’ultimo opportunamente rimosse costituiscono un chiaro esempio d’inciviltà che ci riporta ai contenuti dai toni di una stagione d’odio politico che tutti ci auguravamo ormai archiviata da tempo.

Purtroppo, evidentemente, così non è. Ragion per cui, nel rinnovare al consigliere Cia la nostra totale vicinanza per l’attacco di cui è stato oggetto, auspichiamo che quale che sia la tematica sulla quale le diverse sensibilità politiche, siano chiamate a misurarsi, prevalga – dentro e fuori dall’Aula del Consiglio provinciale di Trento – una logica di pieno e reciproco rispetto, nella comune consapevolezza che le divergenze, incluse le più accese, giustificano l’identificazione dell’altro come avversario, ma giammai come nemico. Diversamente, il confronto è destinato ad involvere definitivamente nello scontro, con totale tradimento del compito primo della politica, chiamata in quanto tale a realizzare il bene comune e non a riprodurre né a giustificare atti di violenza. 

Rodolfo Borga 

Nerio Giovanazzi 

Giacomo Bezzi 

Claudio Civettini 

Filippo Degasperi 

Massimo Fasanelli 

Maurizio Fugatti 

Marino Simoni 

Walter Viola 

Gianfranco Zanon