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Polizia locale

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Si avvicinano le elezioni e la Giunta provinciale presenta progetti in tema di sicurezza, che in realtà rischiano di alimentare  aspettative eccessive e creare confusione. Di seguito l’interrogazione presentata da Civica Trentina al proposito.   

 

Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Bruno DORIGATTI
INTERROGAZIONE n.
Polizia locale, ma corpo unico provinciale?
L’assessore Daldoss ha presentato alla stampa un nuovo progetto in tema di sicurezza che in verità sembra presentare aspetti contraddittori di non poco conto.
A partire dalle relative competenze, che nel leggere l’intervento sembrano fluttuare tra Provincia e Comuni, laddove quella della polizia municipale è, come dice il nome, competenza non già della Provincia, ma dei Comuni.
Il progetto prevede nell’immediato la messa a disposizione di risorse per l’assunzione di 5/6 agenti presso il Comune di Rovereto, che fa seguito al bando per l’assunzione di 14 agenti per il Comune di Trento.
Le risorse complessivamente stanziate ammonterebbero a 50.000 euro per l’anno in corso, 200.000 euro per l’anno 2019 e 220.000 euro per l’anno 2020.
L’assessore afferma che “sarebbe utile istituire un corpo unico in tutta la Provincia”.
Una sorta di corpo unico della polizia locale del Trentino, che comporterebbe un trasferimento degli agenti dagli organici delle singole municipalità a quello della Provincia.
Un megacorpo costituito da circa 450 agenti, con l’obiettivo di un aumento progressivo d’organico pari a circa 70 unità.
L’assessore precisa che con questa “riorganizzazione” le assunzioni saranno centralizzate, così come pure le procedure per gli acquisti, con conseguenti possibili risparmi di spesa.
Ciò premesso, l’assessore rilascia una serie di dichiarazioni dal contenuto che all’interrogante sembrano essere decisamente contradittorie.
Segnatamente afferma:
– che spetterà alla Provincia “distaccare gli agenti all’interno dei Comuni”;
– che sarà lasciata “ovviamente la titolarità ed il governo del personale ai sindaci”;
– che è esclusa la possibilità che gli agenti della polizia locale possano ricevere direttive da Piazza Dante (e ci mancherebbe altro!), in quanto “i primi cittadini devono rimanere le autorità locali di riferimento”;
– che nelle sue intenzioni spetterebbe “alla Provincia l’assegnazione degli agenti ai singoli Comuni o alle gestioni associate”.
Ciò considerato, l’uscita del assessore Daldoss sembra più che altro voler essere una risposta in prossimità delle elezioni all’esigenza di maggiore sicurezza che emerge in particolare in alcuni Comuni trentini.
Il tutto, però, a rischio di creare confusione e mettere in discussione il ruolo di sindaci e comuni nella gestione della polizia locale.
Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere
interroga il Presidente della Provincia al fine di sapere
quali saranno le competenze di Provincia e Comuni nel progetto di “corpo unico provinciale della polizia locale” recentemente presentato dall’assessore Daldoss.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
cons. Rodolfo Borga

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Lo scorso mese di gennaio un consigliere di maggioranza del Comune di Trento ha avanzato una proposta francamente singolare, per certi aspetti amena nella sua bizzarria, che con ogni probabilità non mancherà di essere ricordata tra le iniziative più stravaganti partorite dagli illuminati buonisti chiamati a diversi titolo ad occuparsi di immigrazione.
Il consigliere, rilevato che l’uomo ha paura di ciò che non conosce (nel caso specifico, ci pare, pur con tutto il rispetto dovuto alla proposta, a non essere conosciuto è il limite del ridicolo) e che il primo passo per l’integrazione è la conoscenza, propone in primo luogo una serie di serate, che, suggerisce, potrebbero essere organizzate da SAT, Alpini e Circoscrizioni, nel corso delle quali i profughi (in realtà richiedenti asilo) potrebbero raccontare ai presenti la loro storia.
Quindi il consigliere, racconta di riunioni avute con Cinformi, nel corso delle quali “si è parlato di come impiegare questi ragazzi arrivati da noi come profughi, ragazzi che devono sottostare a delle regole (addirittura!!! n.d.i) ragazzi che sono alloggiati, spesati e con una somma simbolica per vivere, ma pur sempre ragazzi”.
Da qui la geniale proposta: quale occupazione migliore, si chiede retoricamente il consigliere, di perlustrare il territorio in compagnia della Polizia Locale, per conoscere e farsi conoscere e levare quella diffidenza che sta in ognuno di noi?
Si premette, prima di entrare nel merito dell’atto ispettivo, che la notizia non risulta sia stata smentita e che, pertanto, pur contro ogni evidenza, si deve dedurre che essa sia fondata.
Peraltro, non può non rilevarsi come l’iniziativa, ove attuata, potrebbe produrre risultati affatto diversi rispetto a quelli auspicati.
Si pensi al caso del vigile urbano che in compagnia di un richiedente asilo elevi una contravvenzione ad un cittadino: quale sarebbe il sentimento del sanzionato locale? maggiore apprezzamento per l’accompagnatore, al cui mantenimento già contribuisce nella sua qualità di contribuente italiano? o, forse, l’accompagnatore sarebbe pur esso destinatario dei pensieri non propriamente riconoscenti che il sanzionato rivolge a vigile e Comune?
Come che sia, ciò che interessa in questa sede è il possibile coinvolgimento nell’iniziativa di Cinformi, con cui il consigliere comunale riferisce di avere avuto plurimi incontri.
E poiché Cinformi significa Provincia, pare opportuno fare chiarezza al riguardo.
E ciò anche se non sfugge all’interrogante che la singolarità dell’iniziativa potrebbe in realtà costituire un anticipo di Carnevale, favorito dalla circostanza che quest’anno la S. Pasqua è assai “bassa”, la più “bassa” da quasi un secolo.
E se la S. Pasqua è “bassa”, basse sono pure Le Ceneri e quindi il Carnevale, cosicché non può forse neppure escludersi a priori che la proposta in esame altro non sia in realtà che un ben riuscito scherzo.

Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere

interroga il Presidente della Provincia al fine di sapere

a) se la proposta di cui in premessa, che vorrebbe impiegare i richiedenti asilo in coppia con i vigili urbani del capoluogo, è stata studiata d’intesa con Cinformi;

b) quale sia l’opinione della Giunta provinciale su questa, in verità singolare, proposta;

c) se il tutto, invece, non sia più propriamente riconducibile ad uno scherzo di Carnevale.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

cons. Rodolfo Borga