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Rodolfo Borga

Discussa martedì 22 maggio scorso l’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere Rodolfo Borga, che ha portato nuovamente all’attenzione dell’aula il tema dei vaccini. Questa volta con riferimento all’esclusione dai soggiorni socio-educativi (le cc.dd. colonie estive) dei bambini che non hanno ancora assolto gli obblighi vaccinali, disposta Giunta provinciale con la delibera n. 574/2018.
L’interrogazione, con cui si è chiesto alla Giunta di rivedere la sua decisione, parte dalla considerazione per cui i soggiorni socio-educativi sono cosa diversa rispetto ai servizi socio-educativi, cui si applica la normativa nazionale in tema di vaccini (legge 199/2017). Due fattispecie diverse, che non a caso la stessa normativa provinciale disciplina con due leggi distinte.
Il Presidente Rossi, nella sua risposta  ha invece sostenuto che il divieto deriverebbe dalla normativa statale. Il che, si ribadisce, non risponde al vero, atteso che l’art. 3 della legge 119/2017 riguarda non già i soggiorni socio-educativi, ma i servizi socio-educativi (video replica). E che, come sopra rilevato, tra questi ultimi  non rientrano le cc.dd. colonie estive.
In definitiva quella della Giunta sembra essere una decisione discrezionale, non imposta da alcuna norma, statale o provinciale che sia. E, a nostro, avviso una decisione immotivatamente punitiva nei confronti di un gran numero di bambini e di famiglie, che finirà con alimentare inutilmente divisioni e polemiche.
Infine. Volendo dare per scontata la buona fede del Presidente Rossi, dobbiamo ritenere che sulla delicata questione dei vaccini la Giunta non sia informata del tutto correttamente. Nel settembre scorso ha bocciato la nostra mozione, sostenendo che avrebbe violato la legge, quando altro non sollecitavamo che la corretta applicazione della legge. E a distanza di mesi, la Provincia è stata poi costretta a fare proprio quello che noi chiedevamo si facesse nella mozione bocciata. Ora la Giunta sostiene che l’esclusione dei bambini dai soggiorni socio-educativi è imposta dalla normativa statale, che invece delle colonie estive non si occupa. Un tema così delicato meriterebbe, a nostro avvio, un approccio ben più serio e responsabile.

 

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Coerentemente con la linea politica esposta nella nostra assemblea provinciale, Civica Trentina ha sottoscritto, unitamente al prof. Geremia Gios ed agli Autonomisti Popolari di Walter Kaswalder, il documento inviato sabato 19 maggio scorso ai mezzi di comunicazione.
Un testo volutamente sintetico, che esprime però chiaramente la direzione in cui ci stiamo muovendo. Il progetto è ovviamente aperto a tutti coloro, realtà organizzate e singoli, che condividendo la necessità di un cambiamento nell’ottica di un’alternativa al centrosinistra che governa il Trentino da un ventennio.
Con la chiarezza che dobbiamo non soltanto ai nostri elettori, ma a tutti i Trentini.

 

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 Secondo quanto riferito a Civica Trentina, ieri mattina a Trento un maghrebino ha aggredito con calci e pugni due verificatori dipendenti di Trentino Trasporti, “colpevoli” di avere fatto il loro dovere.
Entrambi sono finiti all’ospedale. La “risorsa”, ammanettata dalle Forze dell’Ordine intervenute, nel pomeriggio era già libera di circolare per Trento. E, secondo quanto ci è stato riferito, si è presentato agli uffici di Trentino Trasporti per conoscere i nomi dei due verificatori, uno dei quali era una donna.
In attesa di avere risposta all’interrogazione che abbiamo depositato, rileviamo che ad oggi: 1) la Presidente di Trentino Trasporti, che pure abbiamo verificato essere assai solerte nel censurare pubblicamente i propri dipendenti accusati di comportamenti xenofobi ancor prima che l’accusato abbia potuto anche soltanto fornire la sua versione dei fatti, non è intervenuta per manifestare la solidarietà dell’azienda ai dipendenti vittime dell’aggressione; 2) l’assessore Ferrari, la Commissione Pari Opportunità, il Forum per la Pace ed altri analoghi (e sostanzialmente inutili, nella migliore delle ipotesi) non hanno manifestato la loro solidarietà alla donna aggredita (il che peraltro non stupisce, atteso che analogo silenzio avevamo registrato quando, sempre a Trento, un’altra “risorsa” si era rifiutato di dare le proprie generalità ad una poliziotta perché donna).

 

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Qui potete leggere l’ intervista  al nostro Presidente Rodolfo Borga pubblicata da La Voce del Trentino. Nella stessa è chiarita la posizione di Civica Trentina, quale risultante dalla riunione che ha avuto luogo lunedì scorso alla presenza di una settantina di persone.
Nulla di nuovo rispetto a quanto Civica Trentina sostiene da tempo. Nostro obiettivo prioritario è quello della costituzione di una forte area territoriale ed autonomista, che si ponga in discontinuità con chi ha governato il Trentino negli ultimi vent’anni. Senza preclusioni aprioristiche nei confronti dei partiti nazionali.
Eccezion fatta, ovviamente, per la Sinistra ed il Movimento 5 Stelle, cui siamo alternativi sotto il profilo politico e valorale. Riteniamo che in una prospettiva come quella sopra delineata, vi sia la possibilità di offrire agli elettori trentini una proposta nuova e credibile, più ampia e plurale rispetto a quella presentata nel passato.
Una giusta combinazione di territorialità ed esperienze nazionali, che riteniamo possa costituire un’alternativa credibile ad un centrosinistra sempre più in affanno.

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Di seguito l’intervento del capogruppo Rodolfo Borga sulla proposta di mozione presentata dal consigliere Mattia Civico, che torna ad occuparsi delle conseguenze della guerra che dilania la Siria da anni.
Tra le tante vittime dei terroristi finanziati, addestrati ed armati da Stati stranieri che hanno tutto l’interesse a mantenere il Medio Oriente nel caos, vi sono anche le antichissime comunità cristiane, che da sempre vivono in Siria, i cui rappresentanti da anni lamentano i silenzio degli organi d’informazione (a senso unico) sulle reali cause della guerra.
Per le voci dei cristiani siriani non vi è spazio. Così come non vi è spazio per la grande maggioranza dei cittadini siriani che sostengono il Governo e si oppongono quelli che vengono dipinti in Occidente (anche da noi, anche a Trento) come ribelli, ma che in realtà sono terroristi, in massima parte stranieri, al soldo di chi fomenta il caos.

Alla fine, ancora una volta i fatti danno ragione a Civica Trentina.
Nel settembre scorso avevamo richiesto una seduta straordinaria del Consiglio per discutere una proposta di mozione del consigliere Borga, finalizzata a richiedere molto semplicemente la puntuale applicazione della nuova normativa in materia di vaccini.
Segnatamente chiedevamo che la Giunta applicasse correttamente tale normativa e che conseguentemente i bambini “conformi” (i cui genitori hanno presentato formale richiesta di vaccinazione) potessero concludere l’anno (asili e materne) a  prescindere dall’avvenuta vaccinazione.
Come a Bolzano, ad esempio, e, si ripete nel rispetto della legge. Non chiedevamo proroghe, né deroghe, ma soltanto un po’ di buon senso. Al link  l’intervento del consigliere Borga. La maggioranza ha bocciato la nostra proposta, sostenendo che la legge andava comunque applicata (proprio quello che noi chiedevamo). Ed analoga sorte ha avuto l’analoga proposta  successivamente presentata dal consigliere Civettini.
All’epoca avevamo pubblicamente affermato che la Giunta, nonostante la bocciatura della mozione, non avrebbe avuto il coraggio di espellere nessuno. Se non altro perché la legge non lo prevede.
Bene, dopo aver determinato mesi d’inutili polemiche, dopo aver esasperato una questione che ha determinato spaccature immotivate tra famiglie, dopo aver generato preoccupazioni in migliaia di famiglie, la Giunta annuncia ora di voler fare proprio quello che noi avevamo invano proposto otto mesi fa: nessun bambino “conforme” sarà espulso nel corso dell’anno.
Quello che Rossi e Zeni sostenevano nel settembre dello scorso anno non essere possibile, in quanto contrario alla legge, ora lo è divenuto. Come Civica Trentina ha da sempre sostenuto. E il Presidente Rossi ha ora anche la faccia tosta di affermare: “Adottato il buon senso, tutti uguali nell’attuazione della legge” (link).
L’ennesima figuraccia di una maggioranza, che una volta di più ha dimostrato la propria inadeguatezza.

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 Il Consiglio provinciale ha approvato nella sua ultima seduta il disegno di legge presentato dalla maggioranza con cui sono state introdotte norme finalizzate a promuovere una semplificazione normativa di cui c’è sommo bisogno.
Nulla da dire sui contenuti del disegno di legge, che anche Civica Trentina ha votato.
Al di là dell’enfasi un po’ eccessiva con cui è stato presentato, si tratta comunque di un passo avanti. Non è stato però neppure sfiorato il problema di fondo, costituito dalla presenza di un’enorme mole di norme che finiscono inevitabilmente con il rallentare l’operato della pubblica amministrazione e con il creare problemi sia ai cittadini ed alle imprese, che ai funzionari che tale messe di norme devono interpretare ed applicare.
Abbiamo provato a rappresentare in concreto cosa significhi, da una parte e dall’altra della “barricata”, avere a che fare con la normativa vigente, ricorrendo al sito ufficiale della Provincia.
Nella fotografia sopra potete vedere il consigliere Borga seduto tra due pacchi di fogli A 4, su cui abbiamo stampato la normativa vigente in Provincia di Trento in materia di urbanistica ed appalti pubblici (rispettivamente a destra ed a sinistra del consigliere).
Un coacervo impressionante di leggi, decreti, regolamenti, circolari esplicative, direttive, delibere, determinazioni, che anche un luminare del diritto amministrativo farebbe fatica ad applicare.
Questa è la vera questione. Una normativa impressionante per quantità, che non può non determinare problemi a chi la deve applicare, siano essi funzionari, professionisti od imprese, generando costi e ritardi che producono danni enormi.
È su questo versante che sarebbe necessario intervenire. Ogni altra misura, per quanto positiva, costituisce soltanto un palliativo.

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La scorsa seduta è stata approvata una proposta di mozione con cui il collega Giovanazzi ha proposto di manifestare la solidarietà del Consiglio alle Forze dell’Ordine, prendendo spunto dalle polemiche strumentali alimentate, anche a livello istituzionale, contro un dirigente della Polizia in seguito agli scontri scatenati a Roma da un manipolo di attivisti dei centri sociali, conseguenti allo sgombero di un immobile abusivamente occupato da un gruppo di stranieri.
Civica Trentina ha ovviamente votato la proposta di mozione. Non poteva non farlo anche la maggioranza. Quella stessa maggioranza che però mostra da anni un’inaccettabile tolleranza nei confronti di soggetti, che anche recentemente si sono resi responsabili di atti di violenza, di cui il Giudice penale è stato costretto ad occuparsi.
Di seguito il video dell’intervento del capogruppo Borga, con cui Civica Trentina ricorda alla Giunta le sue responsabilità. Solidarietà alle Forze dell’Ordine e tolleranza verso chi si rende responsabile di atti di violenza. La consueta, diremmo canonica, ipocrisia della Sinistra.

 

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Recentemente tre importanti istituti, di livello nazionale ed europeo, hanno diffuso alcuni dati sulla situazione economica della nostra Provincia che non sono in linea con la rappresentazione idilliaca che il centrosinistra, forte dell’apparato propagandistico che lo sostiene, diffonde a piena mani. In entrambi i casi il riferimento è all’anno 2016.
Prima Eurostat ha diffuso i dati sulle persone a rischio povertà, rilevando una crescita preoccupante, che i brillanti risultati della Provincia di Bolzano, ove l’indice è invece calato (ora siamo al 23,5% contro il 9,6%!), hanno ancor più evidenziato.
Poi Istat e Bankitalia hanno quantificato in uno striminzito 0,5% (a fronte del 2,2% di Bolzano) la crescita del PIL trentino nel 2016, che la Provincia aveva invece stimato nell’1,1%. Saremmo, pertanto, addirittura sotto la media italiana, che è pari allo 0,9%.
A fronte di tali dati Ugo Rossi e la sua maggioranza reagiscono stizziti: sono Eurostat, Bankitalia e Istat a sbagliare, il Trentino cresce e nella nostra Provincia si sta meglio che in gran parte dei territori italiani.
Di seguito potete leggere un intervento sul tema del nostro capogruppo Rodolfo Borga, pubblicato dal Corriere del Trentino, che sostanzialmente tratta le seguenti questioni.
La questione del crescente divario, ormai quasi incolmabile, tra Trento e Bolzano è importante. E qualcuno prima o poi dovrà spiegare ai Trentini il perché a partire dai primi anni 2000 una situazione sostanzialmente analoga tra le due Province (con Trento migliore per alcuni aspetti) ha visto una divaricazione progressiva, con Bolzano che vola e Trento che si barcamena, perdendo inesorabilmente terreno.
Ma vi è una questione ancor più importante, su cui Rossi ed il centrosinistra non profferiscono verbo: la progressiva ed ormai consolidata omologazione della situazione economica della nostra Provincia a quella della media italiana.
E parliamo di media e cioè dei dati comprensivi, pertanto, sia delle Regioni più dinamiche, che di quelle tradizionalmente arrancano. Circostanza resa ancor più preoccupante dal fatto per cui la crescita italiana è la più bassa dell’intera Unione Europea!
Nell’articolo del consigliere Borga la questione viene approfondita. Quel che è certo che una ventina d’anni di “centrosinistra felix” ha prodotto il bel risultato di portare il Trentino a competere non più con l’Alto Adige, ma con la media delle Regioni italiane.
Bravo Dellai e bravo Rossi. A fronte di tali dati oggettivi, il Presidente Rossi s’affanna a ripetere che il Trentino comunque cresce e che da noi si sta meglio che in molte Regioni italiane. Ci mancherebbe altro, vien da dire! Tutta l’Europa sta crescendo. Perfino l’Italia sta crescendo, sia pure meno di tutti gli altri: ci mancherebbe che solo il Trentino non crescesse.
E’poi certo vero che in Trentino si sta meglio che non in altri territori italiani. Non però per merito di chi ci ha governato negli ultimi lustri, ma di chi ha consegnato al centrosinistra sedicente autonomista un Trentino che alla fine del secolo scorso stava meglio dell’Alto Adige.
Poi gli “eredi” non sono stati in grado non soltanto d’incrementare il patrimonio ricevuto, ma neppure di mantenerlo. E di un tanto hanno anche il coraggio di andare orgogliosi.