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Rodolfo Borga

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Si avvicinano le elezioni e la Giunta provinciale presenta progetti in tema di sicurezza, che in realtà rischiano di alimentare  aspettative eccessive e creare confusione. Di seguito l’interrogazione presentata da Civica Trentina al proposito.   

 

Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Bruno DORIGATTI
INTERROGAZIONE n.
Polizia locale, ma corpo unico provinciale?
L’assessore Daldoss ha presentato alla stampa un nuovo progetto in tema di sicurezza che in verità sembra presentare aspetti contraddittori di non poco conto.
A partire dalle relative competenze, che nel leggere l’intervento sembrano fluttuare tra Provincia e Comuni, laddove quella della polizia municipale è, come dice il nome, competenza non già della Provincia, ma dei Comuni.
Il progetto prevede nell’immediato la messa a disposizione di risorse per l’assunzione di 5/6 agenti presso il Comune di Rovereto, che fa seguito al bando per l’assunzione di 14 agenti per il Comune di Trento.
Le risorse complessivamente stanziate ammonterebbero a 50.000 euro per l’anno in corso, 200.000 euro per l’anno 2019 e 220.000 euro per l’anno 2020.
L’assessore afferma che “sarebbe utile istituire un corpo unico in tutta la Provincia”.
Una sorta di corpo unico della polizia locale del Trentino, che comporterebbe un trasferimento degli agenti dagli organici delle singole municipalità a quello della Provincia.
Un megacorpo costituito da circa 450 agenti, con l’obiettivo di un aumento progressivo d’organico pari a circa 70 unità.
L’assessore precisa che con questa “riorganizzazione” le assunzioni saranno centralizzate, così come pure le procedure per gli acquisti, con conseguenti possibili risparmi di spesa.
Ciò premesso, l’assessore rilascia una serie di dichiarazioni dal contenuto che all’interrogante sembrano essere decisamente contradittorie.
Segnatamente afferma:
– che spetterà alla Provincia “distaccare gli agenti all’interno dei Comuni”;
– che sarà lasciata “ovviamente la titolarità ed il governo del personale ai sindaci”;
– che è esclusa la possibilità che gli agenti della polizia locale possano ricevere direttive da Piazza Dante (e ci mancherebbe altro!), in quanto “i primi cittadini devono rimanere le autorità locali di riferimento”;
– che nelle sue intenzioni spetterebbe “alla Provincia l’assegnazione degli agenti ai singoli Comuni o alle gestioni associate”.
Ciò considerato, l’uscita del assessore Daldoss sembra più che altro voler essere una risposta in prossimità delle elezioni all’esigenza di maggiore sicurezza che emerge in particolare in alcuni Comuni trentini.
Il tutto, però, a rischio di creare confusione e mettere in discussione il ruolo di sindaci e comuni nella gestione della polizia locale.
Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere
interroga il Presidente della Provincia al fine di sapere
quali saranno le competenze di Provincia e Comuni nel progetto di “corpo unico provinciale della polizia locale” recentemente presentato dall’assessore Daldoss.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
cons. Rodolfo Borga

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Che il centrosinistra sia in difficoltà è a tutti evidente. Così come evidente è che forse mai come ora vi è una disponibilità al cambiamento. A nostro avviso, però, sarebbe un gravissimo errore dare tutto per scontato, così come ci pare qualcuno talvolta tende a fare.
Non è questo il momento dei facili entusiasmi e delle semplificazioni, ma semmai degli approfondimenti e di un sano pragmatismo. Il Trentino è una terra particolare ed a questa particolarità i Trentini sono assai legati, così come è giusto che sia.
Nel momento in cui, peraltro comprensibilmente, tutte le attenzioni sono per i nominativi dei possibili candidati alla guida della Provincia, Civica Trentina ritiene che prioritario sia il progetto politico.
Un progetto politico che non può prescindere da una forte, concreta, reale presenza territoriale. Un progetto ampio e plurale,  che sia in grado di dare una rappresentanza il più possibile inclusiva.
Di seguito un intervista rilasciata al Corriere del Trentino dal nostro presidente.

 

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La replica stizzita  del Presidente del Forum per la Pace alla mia interrogazione sul ruolo partitico da egli recentemente pubblicamente assunto dimostra ampiamente, quando mai ve ne fosse stato il bisogno, la sua inadeguatezza a rivestire il ruolo super partes, imparziale, indipendente ed autonomo dai partiti che l’organismo in questione, non a caso incardinato nel Consiglio provinciale (e non in qualche sede di partito), richiederebbe al suo Presidente.
Inadeguatezza non disgiunta ad una certa tendenza a confondere le acque per eludere una questione, che comprendiamo bene imbarazzi non poco il signor Pilati. E ciò fin dal titolo urlato, con cui il “cittadino” Pilati rivendica il diritto a “partecipare ad un incontro politico”.
Rivendicazione del tutto inutile, in quanto io stesso nell’interrogazione ho riconosciuto l’ovvio diritto del Pilati di candidarsi, fare politica, presentarsi alle prossime elezioni. Come un cittadino qualunque, però, e quindi previe dimissioni dalla carica di Presidente del Forum.
Rivendicato strumentalmente un diritto che nessuno gli ha mai contestato, il Pilati si lancia in una appassionata difesa sia del suo operato, che dell’attività del Forum, accusandomi senza tanti giri di parole di essere mosso dal fastidio che proverei per l’organismo in questione. 
Difesa tanto appassionata, quanto strumentale e fuori luogo, palese tentativo di confondere nuovamente le acque, spostando l’attenzione dal problema che personalmente ho sollevato, all’attività dell’organismo di cui il Pilati è presidente.
La mia opinione sull’attività svolta del Forum per la pace è nota. Non essendo un ipocrita, ho a più riprese manifestato il mio pensiero al riguardo pubblicamente. Ma questo non ha nulla a che vedere con quanto accaduto. Sulla cui gravità, se ne faccia una ragione il Pilati, in molti concordano; anche tra coloro che il Forum apprezzano.
Perché, se ancora il Pilati non l’ha capito, la circostanza per cui il Presidente del Forum faccia politica (non la politica “alta” che il Pilati, ancora una volta strumentalmente invoca), rappresentando un movimento partitico e tifando per questo o quel candidato, nuoce al Forum medesimo.
E se questo il Presidente Pilati proprio non lo capisce o non lo vuole capire, qualcuno – a partire dal Presidente Dorigatti e dalla vicepresidente del Forum Plotegher – dovrebbe farglielo capire.
Il cittadino Pilati, invece, tornato dopo le doverose dimissioni uno come tutti, potrà fare quello che meglio ritiene per il bene suo, del Trentino e della Patria tutta.
Rodolfo Borga

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Dal sito dedicato del Consiglio provinciale di Trento apprendiamo quanto segue.
Nato nel 19991, il Forum Trentino per la Pace e i diritti umani emerge dalla volontà del Consiglio provinciale di Trento, che ha deciso di dotarsi di uno strumento per mantenere vigile l’attenzione sulle tematiche legate alla pace, da osservare in modo critico, costante e problematizzante per elaborare e ripensare interventi e normative. Diritti umani, solidarietà, cittadinanza attiva e responsabilità sono alcuni dei termini chiave che guidano da anni le attività del Forum Trentino per la Pace e i diritti umani, organismo permanente fortemente voluto dal mondo politico per mettere in rete e in relazione le diverse realtà che in Trentino si spendono quotidianamente relazione e legami”.
In sintesi, detto Forum è organismo incardinato nel Consiglio provinciale, caratterizzato, almeno in linea teorica, dal massimo dell’imparzialità e dell’autonomia rispetto ai diversi soggetti che animano (dentro e fuori le istituzioni) il panorama politico trentino.
Fatte queste incontestabili premesse, non può non suscitare perplessità di non poco conto quanto appreso in data odierna dalla stampa locale relativamente all’impegno politico del Presidente pro tempore del Forum in esame.
La stampa riporta, infatti, che il Presidente ha partecipato ad un incontro organizzato in vista delle prossime elezioni provinciali in rappresentanza del c.d. think tank “Primavera trentina” unitamente ad altre forze politiche della galassia della Sinistra (r-Esistiamo, articolo 1 Mdp, Pd).
Segnatamente, secondo quanto riportato, il Presidente del Forum ha sostenuto una possibile candidatura alla presidenza per il centrosinistra.
Il tutto in palese e clamorosa violazione del dovere d’imparzialità che il Presidente di detto forum dovrebbe per primo rispettare.
Nessuno nega, ovviamente, al Presidente il diritto di fare pubblicamente politica attiva, di rappresentare un movimento politico, di sostenere uno o più candidati, nonché, di candidare egli stesso, qualora lo desideri.
Tutto questo, però, il Presidente del Forum non lo può fare, ad avviso dell’interrogante, se non dopo essersi dimesso ed così ritornato ad essere un “comune” cittadino, un trentino come tanti altri, una persona che non gode della, invero notevole, visibilità che la presidenza del Forum per la Pace comporta, ponendolo così in una posizione privilegiata rispetto alle decine e decine (centinaia) di candidati che comporranno le liste dei partiti e/o movimenti che affolleranno le schede elettorali.
Diversamente dovremmo ritenere che tra i “termini chiave”, che, stando a quanto pubblicato sul sito del Consiglio provinciale (vedi sopra), “guidano da anni le attività del Forum Trentino per la Pace e i diritti umani”, oltre a “diritti umani, solidarietà, cittadinanza attiva e responsabilità”, vi sia anche l’interesse politico personale del suo Presidente.
Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere
interroga il Presidente del Consiglio provinciale al fine di sapere:
 a) se non ritiene del tutto inopportuno che il Presidente del Forum per la Pace assuma pubblicamente un ruolo politico;
b) se non ritiene che tale situazione possa nuocere all’immagine del Forum per la Pace, in quanto mal si accompagna all’indipendenza, all’autonomia, all’autorevolezza di cui detto organismo dovrebbe godere;
c) se non ritiene opportuno invitare pubblicamente il Presidente del Forum a rassegnare immediatamente le dimissioni per le ragioni esposte in premessa.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
cons. Rodolfo Borga

Discussa martedì 22 maggio scorso l’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere Rodolfo Borga, che ha portato nuovamente all’attenzione dell’aula il tema dei vaccini. Questa volta con riferimento all’esclusione dai soggiorni socio-educativi (le cc.dd. colonie estive) dei bambini che non hanno ancora assolto gli obblighi vaccinali, disposta Giunta provinciale con la delibera n. 574/2018.
L’interrogazione, con cui si è chiesto alla Giunta di rivedere la sua decisione, parte dalla considerazione per cui i soggiorni socio-educativi sono cosa diversa rispetto ai servizi socio-educativi, cui si applica la normativa nazionale in tema di vaccini (legge 199/2017). Due fattispecie diverse, che non a caso la stessa normativa provinciale disciplina con due leggi distinte.
Il Presidente Rossi, nella sua risposta  ha invece sostenuto che il divieto deriverebbe dalla normativa statale. Il che, si ribadisce, non risponde al vero, atteso che l’art. 3 della legge 119/2017 riguarda non già i soggiorni socio-educativi, ma i servizi socio-educativi (video replica). E che, come sopra rilevato, tra questi ultimi  non rientrano le cc.dd. colonie estive.
In definitiva quella della Giunta sembra essere una decisione discrezionale, non imposta da alcuna norma, statale o provinciale che sia. E, a nostro, avviso una decisione immotivatamente punitiva nei confronti di un gran numero di bambini e di famiglie, che finirà con alimentare inutilmente divisioni e polemiche.
Infine. Volendo dare per scontata la buona fede del Presidente Rossi, dobbiamo ritenere che sulla delicata questione dei vaccini la Giunta non sia informata del tutto correttamente. Nel settembre scorso ha bocciato la nostra mozione, sostenendo che avrebbe violato la legge, quando altro non sollecitavamo che la corretta applicazione della legge. E a distanza di mesi, la Provincia è stata poi costretta a fare proprio quello che noi chiedevamo si facesse nella mozione bocciata. Ora la Giunta sostiene che l’esclusione dei bambini dai soggiorni socio-educativi è imposta dalla normativa statale, che invece delle colonie estive non si occupa. Un tema così delicato meriterebbe, a nostro avvio, un approccio ben più serio e responsabile.

 

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Coerentemente con la linea politica esposta nella nostra assemblea provinciale, Civica Trentina ha sottoscritto, unitamente al prof. Geremia Gios ed agli Autonomisti Popolari di Walter Kaswalder, il documento inviato sabato 19 maggio scorso ai mezzi di comunicazione.
Un testo volutamente sintetico, che esprime però chiaramente la direzione in cui ci stiamo muovendo. Il progetto è ovviamente aperto a tutti coloro, realtà organizzate e singoli, che condividendo la necessità di un cambiamento nell’ottica di un’alternativa al centrosinistra che governa il Trentino da un ventennio.
Con la chiarezza che dobbiamo non soltanto ai nostri elettori, ma a tutti i Trentini.

 

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 Secondo quanto riferito a Civica Trentina, ieri mattina a Trento un maghrebino ha aggredito con calci e pugni due verificatori dipendenti di Trentino Trasporti, “colpevoli” di avere fatto il loro dovere.
Entrambi sono finiti all’ospedale. La “risorsa”, ammanettata dalle Forze dell’Ordine intervenute, nel pomeriggio era già libera di circolare per Trento. E, secondo quanto ci è stato riferito, si è presentato agli uffici di Trentino Trasporti per conoscere i nomi dei due verificatori, uno dei quali era una donna.
In attesa di avere risposta all’interrogazione che abbiamo depositato, rileviamo che ad oggi: 1) la Presidente di Trentino Trasporti, che pure abbiamo verificato essere assai solerte nel censurare pubblicamente i propri dipendenti accusati di comportamenti xenofobi ancor prima che l’accusato abbia potuto anche soltanto fornire la sua versione dei fatti, non è intervenuta per manifestare la solidarietà dell’azienda ai dipendenti vittime dell’aggressione; 2) l’assessore Ferrari, la Commissione Pari Opportunità, il Forum per la Pace ed altri analoghi (e sostanzialmente inutili, nella migliore delle ipotesi) non hanno manifestato la loro solidarietà alla donna aggredita (il che peraltro non stupisce, atteso che analogo silenzio avevamo registrato quando, sempre a Trento, un’altra “risorsa” si era rifiutato di dare le proprie generalità ad una poliziotta perché donna).

 

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Qui potete leggere l’ intervista  al nostro Presidente Rodolfo Borga pubblicata da La Voce del Trentino. Nella stessa è chiarita la posizione di Civica Trentina, quale risultante dalla riunione che ha avuto luogo lunedì scorso alla presenza di una settantina di persone.
Nulla di nuovo rispetto a quanto Civica Trentina sostiene da tempo. Nostro obiettivo prioritario è quello della costituzione di una forte area territoriale ed autonomista, che si ponga in discontinuità con chi ha governato il Trentino negli ultimi vent’anni. Senza preclusioni aprioristiche nei confronti dei partiti nazionali.
Eccezion fatta, ovviamente, per la Sinistra ed il Movimento 5 Stelle, cui siamo alternativi sotto il profilo politico e valorale. Riteniamo che in una prospettiva come quella sopra delineata, vi sia la possibilità di offrire agli elettori trentini una proposta nuova e credibile, più ampia e plurale rispetto a quella presentata nel passato.
Una giusta combinazione di territorialità ed esperienze nazionali, che riteniamo possa costituire un’alternativa credibile ad un centrosinistra sempre più in affanno.