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Alla fine, ancora una volta i fatti danno ragione a Civica Trentina.
Nel settembre scorso avevamo richiesto una seduta straordinaria del Consiglio per discutere una proposta di mozione del consigliere Borga, finalizzata a richiedere molto semplicemente la puntuale applicazione della nuova normativa in materia di vaccini.
Segnatamente chiedevamo che la Giunta applicasse correttamente tale normativa e che conseguentemente i bambini “conformi” (i cui genitori hanno presentato formale richiesta di vaccinazione) potessero concludere l’anno (asili e materne) a  prescindere dall’avvenuta vaccinazione.
Come a Bolzano, ad esempio, e, si ripete nel rispetto della legge. Non chiedevamo proroghe, né deroghe, ma soltanto un po’ di buon senso. Al link  l’intervento del consigliere Borga. La maggioranza ha bocciato la nostra proposta, sostenendo che la legge andava comunque applicata (proprio quello che noi chiedevamo). Ed analoga sorte ha avuto l’analoga proposta  successivamente presentata dal consigliere Civettini.
All’epoca avevamo pubblicamente affermato che la Giunta, nonostante la bocciatura della mozione, non avrebbe avuto il coraggio di espellere nessuno. Se non altro perché la legge non lo prevede.
Bene, dopo aver determinato mesi d’inutili polemiche, dopo aver esasperato una questione che ha determinato spaccature immotivate tra famiglie, dopo aver generato preoccupazioni in migliaia di famiglie, la Giunta annuncia ora di voler fare proprio quello che noi avevamo invano proposto otto mesi fa: nessun bambino “conforme” sarà espulso nel corso dell’anno.
Quello che Rossi e Zeni sostenevano nel settembre dello scorso anno non essere possibile, in quanto contrario alla legge, ora lo è divenuto. Come Civica Trentina ha da sempre sostenuto. E il Presidente Rossi ha ora anche la faccia tosta di affermare: “Adottato il buon senso, tutti uguali nell’attuazione della legge” (link).
L’ennesima figuraccia di una maggioranza, che una volta di più ha dimostrato la propria inadeguatezza.

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La discussa legge che ha portato a nove i vaccini obbligatori (caso unico in Europa) e previsto sanzioni a carico delle famiglie che non intendono uniformarsi, i cui bambini saranno esclusi dalla frequenza di asili nido e scuole materne, si appresta ad essere applicata.
Ed ancora una volta vedremo la medesima normativa applicata diversamente in Alto Adige Südtirol  ed in Trentino. Quantomeno nella fase transitoria che interessa l’anno scolastico 2017/2018. Infatti, la Provincia di Bolzano, che evidentemente la propria “autonomia” intende esercitarla fino in fondo entro i limiti di quanto le è concesso, ha emanato direttive concernenti la fase transitoria di applicazione della nuova normativa che di fatto consentiranno a tutti i bambini la frequenza di asili nido e scuole materne ed escluderanno per il prossimo anno l’applicazione di qualsivoglia sanzione.
A partire dall’anno scolastico 2018/2019 le sanzioni previste dalla legge di conversione del decreto legge n. 73/2017 troveranno applicazione, ma nell’immediato la normativa sarà applicata con il buonsenso che un tema così discusso ed importante suggerisce.
La Provincia di Trento pare invece procedere spedita in altra direzione. E quindi si prevede l’immediata applicazione delle sanzioni previste a carico delle famiglie “renitenti”, con conseguente esclusione immediata da scuole materne ed asili nido dei relativi bambini, che non risulteranno “in regola”.
Ad avviso di Civica Trentina la scelta operata dalla Provincia di Bolzano in via transitoria – che pure è rispettosa della legge dello Stato –  è senz’altro condivisibile. Sia perché, come riconosciuto dallo stesso Presidente Gentiloni, non è in atto alcuna emergenza. Crediamo, pertanto, che consentire ad alcune famiglie di posticipare di qualche mese una scelta che potrebbe avere pesanti conseguenze sia cosa saggia. Sia perché nei prossimi mesi la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legittimità della normativa in questione, la cui aderenza ad alcuni articoli della Costituzione è contestata.
E’ facile prevedere che al ricorso della Regione Veneto si aggiungeranno i numerosissimi ricorsi delle famiglie che non intendono uniformarsi alla nuova normativa. Perché, quindi, non consentire qualche mese di riflessione, atteso che un’emergenza non esiste?
E se poi la Corte Costituzionale dovesse ritenere la legge illegittima? Infine, come noto, sono proprio le modalità con cui il Governo ha inteso estendere l’obbligo vaccinale ad aver generato vibranti reazioni, anche da parte di genitori che fino ad ora hanno fatto regolarmente vaccinare i loro figli.
Non può escludersi che un periodo transitorio di riflessione, da dedicarsi ad una corretta informazione, possa finire con il convincere le famiglie ad adeguarsi spontaneamente a quella che ora appare a molti come un’inaccettabile vessazione.
In definitiva vi sono valide ragioni per condividere la scelta della Provincia di Bolzano, che Civica Trentina chiede sia fatta propria anche dalla Provincia di Trento.