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Ticket per viaggiare su trasporto pubblico: si conferma o si smentisce l’auto-bigliettazione per i passeggeri che non pagano? Tecnicamente quali gli ordini impartiti agli autisti? Come si annullano, dopo, questi mancati incassi?

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Dopo la “criminalizzazione pianificata” di un autista di un pullman di linea che – pare – legittimamente non si sarebbe fermato per far salire degli utenti per ovvi motivi tecnici/organizzativi, visto che era seguente la corsa immediata di trasporto urbano, serve fare chiarezza sulle regole che pianificano i troppi e inconciliabili abusi, perpetrati da una platea fin troppo nota di persone che, normalmente, non pagano il biglietto del servizio, ma, in più, mettono troppo spesso a rischio la convivenza tra cittadini per l’assunzione di atteggiamenti non  sicuramente concilianti e rispettosi delle regole di quel mondo, definito civile, che ogni residente è obbligato a rispettare e onorare.

Ma di là delle chiacchiere, da questo fatto, che parrebbe artatamente costruito, con emissioni di sentenze preventive degli organi di gestione basate sul nulla e sull’onda mediatica di un populismo inverso, emerge una verità nascosta che solo gli addetto ai lavori conoscono, i cui costi, sarebbero imputati ai costi di gestione generale, così falsando anche le statistiche relativamente alla correttezza dell’uso del servizio di trasporto pubblico.

Il riferimento è all’obbligo che sarebbe fatto agli autisti/controllori, di emettere il ticket di viaggio per coloro che si rifiutassero di pagare il dovuto, lasciandoli in stand by per poi – così ci si illustra – annullarli alla fine della corsa.

Un abuso, che se confermato, sarebbe grave perché “ordine di servizio”, che lascia agli autisti/controllori, l’onere di una gestione che non spetta certo a loro, soprattutto perché, la possibilità tecnica di annullamento dei ticket stessi, sarebbe possibile solo sugli ultimi 10 emessi, così mettendo gli operatori, di essere-nei fatti-responsabili di eventuali mancati incassi, così coperti, nel caso in cui le emissioni superassero l’operatività consentita.

Un passaggio chiaro che imputa a chi opera l’onere di saper scegliere come gestire le situazioni, mentre il Cda di Trentino Trasporti si dimostra pronto a scaricare politicamente, coloro che non dovessero ottemperare all’ordine, che comporta materialmente anche l’assunzione dei pagamenti, materiale di ticket emessi a copertura dei sempre più numerosi mancati pagamenti, frutto di quel buonismo inaccettabile che sta inquinando la convivenza delle differenze.

Tutto ciò premesso il sottoscritto consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • si conferma o si smentisce che è in essere una sorta di ordine di servizio che prevedrebbe l’obbligo per l’autista/controllore, di emettere un biglietto ticket per coloro che, salendo, non avessero la volontà di pagare il dovuto, per avere – nei fatti – la copertura statistica nel caso di controlli e, in ogni modo, per dare copertura “sociale” ai soliti noti, che, notoriamente amano viaggiare a spese della collettività, senza che i responsabili della gestione politica del fenomeno, sappiano dare risposte chiare e giuste, alla necessità del doveroso rispetto delle regole, che formano la tolleranza nel campo sociale;
  • se corrisponde al vero che, tecnicamente, viene concesso l’annullamento dei ticket emessi dall’autista/controllore ma che, nei fatti, la possibilità di questa pratica, sarebbe possibile relativamente agli ultimi 10 biglietti emessi e, in caso di conferma, a chi vengono addebitati eventuali costi, nel caso in cui i ticket emessi superassero gli ultimi 10, lasciando in groppa all’autista l’onere di provare e saldare eventuali ammanchi o mancati incassi;
  • come sia possibile che – se confermato – si ricorrano ad alchimie operative per ovviare ai risaputi abusi del servizio da parte di quella fin troppo nota platea, lasciando agli operatori del servizio pubblico, le responsabilità di giustificare i mancati incassi;
  • come s’intenda, attraverso regole chiare, sanare la disparità della tolleranza in atto che punisce senza pietà, ogni italiano che non abbia ottemperato all’acquisto del ticket per utilizzare il servizio di trasporto pubblico, lasciando ogni margine di copertura per ogni altro abuso che tutti conoscono ma che per codardia politica, nessuno afferma, regola o denuncia.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini