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Tra fantasia e realtà

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La collega Bottamedi afferma che da tempo Civica Trentina farebbe accordi sottobanco con il centrosinistra. La collega, che nel suo girovagare politico ha forse finito con il perdere la bussola, prende spunto per il suo fermo j’accuse dalla decisione che noi abbiamo assunto di non appoggiare la richiesta di tempo non contingentato (leggi ostruzionismo) avanzata da alcuni colleghi di minoranza in relazione al ddl che prevede l’istituzione del Garante dei detenuti “trentino”.
Decisione che, a detta della collega, sarebbe determinato da una sorta di scambio tra il ddl in questione e quello presentato dal consigliere Borga, finalizzato ad elevare (da 5 a 10.000) la soglia di abitanti superata la quale un Sindaco per candidare alle elezioni provinciali deve preventivamente dimettersi.
L’accusa è una bufala e francamente non merita neppure una replica. A smentire tale fantasiosa ricostruzione basta (ed avanza) il lavoro d’aula di Civica Trentina, che, ad esempio, è stato determinante per affossare sia il ddl che voleva inviare Arcigay nelle nostre scuole a tenere lezioni ai nostri figli e nipoti, che quello sulla doppia preferenza di genere, in relazione al quale lo scambio che la Bottamedi ipotizza avremmo potuto tranquillamente portarlo a casa.
Ciò che più preme, è evidenziare le ragioni per cui non abbiamo ritenuto di dover impedire l’istituzione del Garante dei detenuti. Ragioni che sono sostanzialmente riconducibili ad una circostanza di fatto con ogni probabilità sconosciuta alla collega.
Noi non siamo chiamati a decidere se istituire o meno un Garante dei detenuti legittimato ad operare in Trentino, per la semplice ragione che esso già esiste! E’ il Garante nazionale, che in assenza di quello “locale”, opera anche nella nostra Provincia, così come anche recentemente avvenuto.
Noi siamo pertanto di fatto chiamati a scegliere tra un garante eletto senza alcuna possibilità di controllo, su cui localmente non è possibile esercitare alcun controllo politico, neppure indiretto ed un garante eletto dal Consiglio provinciale con il necessario consenso delle minoranze, ni confronti del cui operato è possibile operare una qualche forma di controllo.
E Civica Trentina tra le due ipotesi non ha alcun dubbio: meglio un Garante “locale”. Certo il ddl della maggioranza va cambiato.
Proprio per questo abbiamo presentato alcuni emendamenti, che confidiamo troveranno accoglimento in aula. Di seguito l’intervento del consigliere Borga pubblicato dal Trentino in replica a quello della collega Bottamedi.