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Trasmissioni radiofoniche digitali in Trentino: il territorio provinciale è effettivamente coperto o ci si è limitati al minimo di legge?

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In data 29 maggio 2012 la Provincia di Trento annunciava in pompa magna che in Trentino iniziava l’era delle trasmissioni radiofoniche in standard digitale DAB+ come territorio pilota scelto dall’Autorità per le telecomunicazioni per sperimentare il nuovo sistema di trasmissione a livello nazionale. I presupposti erano (e sono tuttora) i migliori, almeno sulla carta: migliore qualità di trasmissione di ricezione dei contenuti radiofonici, maggiore ricchezza della programmazione con la possibilità di ascoltare anche canali tematici, un netto minor consumo di energia rispetto allo standard trasmissivo in FM a tutto vantaggio dell’ambiente con minori emissione di CO2 e di radiazioni elettromagnetiche.

Peccato che, almeno in Trentino, tutto ciò sia però rimasto sulla carta. E solo in Trentino, perché nella vicina provincia di Bolzano – dove anche lì si è partiti primi in Italia per la sperimentazione – le cose si sono evolute in modo decisamente differente; se in provincia di Trento i trasmettitori radiofonici DAB+ del servizio Pubblico RAI sono rimasti solo quelli installati all’avvio del servizio (4, praticamente tutti posti sull’asta dell’Adige), in Alto Adige l’equivalente del servizio Pubblico Rai, la Ras a parità di condizioni ha allargato progressivamente la copertura del territorio, installando ben 26 ripetitori DAB+, proponendo ben 22 programmi gratuiti fra i quali quelli in lingua tedesca di Svizzera, Austria e Germania.

La differenza di copertura del segnale tra le province di Trento e di Bolzano risulta imbarazzante: mentre in Alto Adige dovunque si vada la radio digitale è una realtà anche nelle località più sperdute, in Trentino basta allontanarsi di poco dall’asta dell’Adige per perdere il segnale ed essere costretti a tornare a sintonizzarsi sul segnale in FM, privando così i cittadini di gran parte della nuova programmazione digitale: Rai radio 1 TAA, radio 2 TAA, radio 4 Light, radio 5 Classica, radio 6 Teca, Radio 7 Live, Radio 8 Opera, IsoRadio e GR Parlamento. Come spesso capita, la Provincia di Trento, dopo il lancio in pompa magna, non cura con sufficienza l’adempimento dei contratti sottoscritti e la qualità del servizio reso da parte dei vari concessionari.

Quanto alle trasmissioni radiofoniche a standard DAB+, è sì vero che copre il livello minimo previsto dall’accordo sottoscritto tra Rai e Provincia in merito alla copertura del territorio provinciale (con il criterio che si rifà alla copertura in termini di popolazione residente, agendo sulla sola asta dell’Adige di fatto si copre il 40% circa dell’utenza provinciale), ma la Provincia non ha “stimolato” a sufficienza né la Rai, in quanto servizio Pubblico, né AgCom nel suo ruolo di controllo dell’operato della concessionaria Pubblica, a sviluppare il nuovo sistema trasmissivo per coprire tutto il territorio provinciale esterno all’asta dell’Adige, col risultato che quasi tutte le valli periferiche, incluse quelle ad altissima presenza dei turisti stranieri che sono da anni abituati ai servizi resi possibili dal DAB+ (dalle informazioni aggiuntive sul traffico mentre si è in viaggio, alla possibilità di ascoltare la programmazione di lingua tedesca senza dover ricorrere allo streaming internet), risultano ancora scoperte dal servizio; questo benché la Provincia, verosimilmente, avrebbe reso disponibili le risorse a disposizione della Rai direttamente.

Inoltre, la stessa Provincia non avrebbe correttamente interagito nemmeno verso quegli imprenditori locali che, dopo aver costituito consorzio ed aver acquisto un prezioso blocco di frequenze, non avrebbero poi implementato, salvo smentite, il servizio, limitandosi ad un solo trasmettitore messo lì al solo scopo di impedire l’ingresso ad altri operatori.

In presenza della mancata attivazione del servizio a copertura del territorio, dopo un congruo lasso di tempo, la Provincia avrebbe dovuto farsi parte attiva e diligente attivando le procedure di revoca e di nuova assegnazione dei blocchi di frequenze digitali non utilizzati ad altri operatori. Tanto più che il regolamento prevedeva fin da subito la copertura del 40% della popolazione, raggiunta dal servizio Pubblico di Rai con 4 trasmettitori e quindi chiaramente non raggiunta da chi ne ha acceso solo uno. Anche qui la Provincia avrebbe dovuto farsi parte diligente nel denunciare lo stato di fatto ad AgCom visto che, al contrario, in provincia di Bolzano il costituito consorzio DAB Media, attivato negli stessi tempi e modalità copre con 13 programmi locali già circa il 98% della popolazione.

Tutto ciò premesso,

si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

  • Se corrisponde al vero che, dopo l’avvio delle trasmissioni radiofoniche digitali a standard DAB+ in Trentino, l’evoluzione del servizio pubblico si è – di fatto – arrestata, essendo attivi alla data odierna solo 4 impianti di trasmissione che coprono a livello ottimale solo l’asta dell’Adige, con il risultato di lasciare scoperto oltre il 60% della popolazione trentina residente nelle valli laterali a quella dell’Adige;
  • Se, in caso di risposta affermativa al quesito sub 1), la Provincia intenda attivarsi nei confronti della Rai (titolare della convenzione sottoscritta con la Provincia di Trento volta ad implementare la diffusione del servizio sul territorio) e degli operatori privati locali titolari di blocchi di frequenza (in particolare i consorzi Digiloc e DBTAA) per la trasmissione del segnale radiofonico DAB+ per arrivare il più rapidamente possibile alla copertura totale del territorio provinciale (similmente a quanto già fatto in provincia di Bolzano dalla Concessionaria pubblica Ras, oltre che dai consorzi nazionali Club DAB Italia e Euro DAB), in modo da assicurare alla popolazione e alle migliaia di turisti soggiornanti la possibilità di fruire del servizio radiofonico DAB+;
  • Se, in caso di risposta affermativa al quesito sub 1), la Provincia intenda farsi parte attiva nel segnalare all’Autorità Garante per le comunicazioni e al Ministero vigilante la sostanziale inefficienza da parte della Rai e degli operatori privati relativo alla copertura di tutto il territorio provinciale con le trasmissioni radiofoniche a standard DAB+, dando un termine perentorio entro cui tutti i titolari di blocchi di frequenze devono sia coprire tutto il territorio provinciale che irradiare trasmissioni effettive, adeguate allo standard possibile del sistema e con programmazioni che vadano oltre il segnale muto buono solo per occupare il canale, pena la revoca dell’assegnazione del blocco delle frequenze e la loro riassegnazione ad altri operatori;
  • Per quale motivo il Trentino ha accumulato nei confronti dell’Alto Adige un significativo e vistoso ritardo nella copertura del territorio con le trasmissioni radiofoniche a standard DAB+, e se questo sia ancora una volta dovuto alla cattiva capacità da parte dell’attuale Giunta nell’amministrare la cosa pubblica;
  • Se non ritenga opportuno, stante l’attuale gap negativo di Trento nei confronti di Bolzano, attivare un bacino unico di frequenze digitali che copra tutta la regione, dando mandato alla Concessionaria pubblica Ras di Bolzano di curare la copertura del territorio e la qualità delle trasmissioni anche in Trentino, compresa l’irradiazione della programmazione delle radio svizzera, austriaca e tedesca anche al fine di supporto del piano provinciale di trilinguismo;
  • In caso affermativo, entro quali termini e secondo quali modalità intende attivarsi in proposito.

 

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

 

Cons. Claudio Civettini