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Trasporto scolastico studenti delle valli: costi aggiuntivi alle famiglie. Si programmino agevolazioni fino ad una graduale gratuità per non penalizzare le periferie

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Non appare in alcun modo superfluo, in sede di aggiornamento della normativa in materia di mobilità sostenibile,  rammentare l’importanza dell’impegno finalizzato all’agevolazione del servizio di trasporto per gli studenti ed i giovani in generale ma – per ovvie ragioni – con un occhio di riguardo a quanti debbono affrontare quotidiane trasferte dalle valli ai centri cittadini quali Trento e Rovereto e non solo, dal momento che per costoro lo studio e il lavoro costituiscono il capitale su cui investire per dare un futuro alla nostra Provincia.

La stessa Provincia sembra essere consapevole della questione, come dimostra – in attuazione ad un ordine del giorno approvato in aula nel marzo 2009 – l’approvazione, nel mese di ottobre dello stesso anno, di alcune ipotesi di aggiornamento del sistema tariffario provinciale che prevedevano esplicitamente «ipotesi di sconto» per l’«abbonamento settimanale» per «lavoratori e studenti». Tuttavia, forse anche perché in quella occasione – forse con eccesso di prudenza – furono preventivamente definite «non accoglibili tout court», non se ne fece praticamente nulla di quelle «ipotesi di sconto».

Anche per questa ragione, oltre che per il fatto che la Repubblica italiana è «fondata sul lavoro» (art. 1) e che lo stesso diritto allo studio ha fondamento costituzionale (art.34), tanto che non manca coloro che, in tal senso – e sulla scorta del diritto nazionale ed internazionale -, si dicono «convinti dell’esistenza di un diritto soggettivo esigibile al trasporto gratuito» (Nocera S. Diritto alla partecipazione scolastica, Key 2015, p. 56), appare evidente la necessità, da parte dell’attuale Amministrazione provinciale, di riprendere in moto attivo e costruttivo, le proposte che in parte emersero, riscontrando non scontate convergenze, su questa materia.

In particolare, pare dunque quanto mai opportuno – anche considerato l’aggravarsi delle condizioni economiche medie determinato dal perdurare della crisi economica – che l’Amministrazione provinciale, nelle forme ritenute più opportune ma dandosi una scadenza non più che semestrale, s’impegni a predisporre, sentiti i funzionari esperti del settore e fatte tutte le opportune valutazioni anche di natura contabile, ad approvare degli sconti significativi – se non la totale gratuità -, nell’abbonamento dei trasporti in particolare per quanto concerne gli studenti, che in quanto tali risultano costretti a riversare le spese di viaggio per recarsi a scuola nel bilancio familiare.

Se la Provincia Autonoma di Trento si decidesse, vinte timidezze e prevedibili resistenze, ad assumere un impegno di questo genere non solamente darebbe un esempio a livello nazionale, ma contribuirebbe in modo sostanzioso al lanciare un messaggio di de-periferizzazione delle nostre vallate, parificandole ai centri urbani in termini di mobilità scolastica, laddove già la residenza lontana dai centri scolastici, già comporta sacrifici per le alzate super mattutine e i chilometri spesso molti che ogni mattina gli studenti devono sobbarcarsi.

Ecco, una mossa come quella di sconti se non, lo si vuole ribadire, di totale gratuità di trasporto per gli studenti che dalle valli debbono raggiungere i centri cittadini, costituirebbe un segnale forte e concreto anche su questo quanto mai attuale versante.

 

Tutto ciò premesso,

il Consiglio provinciale  impegna la Giunta provinciale:

 

– ad attivarsi, nelle forme ritenute più opportune ma dandosi una scadenza non più che semestrale, per fare in modo entro e non oltre i sei mesi – e sentiti i funzionari esperti del settore e fatte tutte le opportune valutazioni politiche e anche di natura contabile – di approvare degli sconti significativi – se non la totale gratuità -, nell’abbonamento dei trasporti in particolare per quanto concerne gli studenti che dalle valli debbono quotidianamente raggiungere istituti scolastici situati in centri cittadini o comunque ad una distanza importante rispetto al loro Comune di residenza.

 

Cons. Claudio Civettini