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Trattamento antiscivolo a Villa Rosa: quali le ragioni dell’intervento, quali le ragioni della “somma urgenza” e quali le eventuali responsabilità

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Nel febbraio scorso la stampa ha dato notizia dell’affidamento dei lavori di messa in sicurezza dei pavimenti in marmo dell’Ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine, peraltro aperto da soli tre anni, per un importo complessivo pari a 243.00,00 euro.
Pare che la decisione di procedere sia stata assunta al fine di evitare eventuali incidenti (cadute), anche se nei tre anni di apertura non si sono verificati sinistri, salvo una caduta, secondo quanto riportato dalla stampa.
Inoltre, pare accertato che il pavimento rispettasse i parametri di sicurezza imposti dalla normativa vigente: sia ora, che all’epoca della sua realizzazione.
Nella determinazione n. 123 del 31.1.2017 con cui si è approvata la perizia e si è autorizzata la spesa, si legge che i lavori in questione sono considerati di “somma urgenza” ai sensi del 1° comma dell’art. 53 L.P. n. 26/93, con conseguente possibilità di deroga, ai sensi del 9° comma dell’art. 52 della medesima legge, alla procedura concorsuale.
Ciò premesso, la in verità singolare vicenda suscita qualche interrogativo.
Se l’opera è stata a suo tempo eseguita a regola d’arte e nel rispetto delle prescrizioni di legge e di quelle di capitolato, per quale ragione si è temuto che eventuali cadute potessero comportare responsabilità e conseguenti oneri risarcitori in capo all’Azienda sanitaria?
E se, invece, si è ritenuto che il pavimento, pur presentando i requisiti di sicurezza minimi prescritti dalla normativa vigente, necessitasse di ulteriori interventi, perché non prevedere ab origine parametri più rigorosi?
Se poi, i parametri di sicurezza antiscivolo non fossero conformi alle prescrizioni di legge o di capitolato, pare evidente che vi siano responsabilità nella progettazione e/o nell’esecuzione e nella direzione dei lavori.
Infine, se è vero che in tre anni si è verificata una sola caduta e che i parametri di sicurezza erano rispettati, quali sono le ragioni per cui si è ritenuto che l’intervento rientrasse nel concetto di “somma urgenza”, che consente di derogare alla procedura concorsuale, tenuto conto che la somma urgenza ricorre allorché “qualunque indugio diventi pericoloso e sia quindi richiesta l’immediata esecuzione dei lavori” (art. 53, comma 1, L.P. n. 26/93)?
Da quanto sopra il presente atto ispettivo.
Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere
interroga il Presidente della Provincia al fine di sapere
a) se è vero che il pavimento di cui in premessa rispettava i parametri di sicurezza prescritti dalla normativa vigente e quelli previsti dal capitolato dei lavori a suo tempo realizzati;
b) se è vero che in tre anni di apertura al pubblico si è verificata una sola caduta;
c) quali sono state le conseguenze in capo all’azienda o a suoi dipendenti di tale sinistro (procedimenti penali, richieste di risarcimento, pagamenti d’indennizzi od altro);
d) le ragioni per cui si è deciso d’intervenire, pur rispettando (in ipotesi) il pavimento i parametri di sicurezza prescritti dalla normativa vigente e dal capitolato;
e) quali sono le ragioni per cui si sono ravvisati nella fattispecie in esame gli estremi della “somma urgenza” ai sensi dell’art. 53, 1° comma, L.P. n. 26/93.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
cons. Rodolfo Borga