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Il Trentino e l’Alto Adige accolgono più migranti di Lazio, Piemonte e Veneto: l’inganno delle percentuali assegnate non rappresenta la realtà. Si conferma o si smentisce che sia in atto un censimento di case e appartamenti sfitti per eventuali situazioni di emergenza?

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L’impressione che il Trentino Alto Adige stia accogliendo un gran numero di sedicenti profughi è ampiamente diffusa. Ora però sappiamo che è fondata, anzi fondatissima: non solo perché, in effetti, le province di Trento e Bolzano stanno dando ospitalità ad un numero di richiedenti asilo indubbiamente elevato, ma anche perché lo stanno facendo – percentualmente – in misura molto più elevata di regioni assai più popolose. Che le cose stanno così è confermato dal sito del Ministero dell’Interno, dov’è agevolmente scaricabile un grafico, aggiornato al 31 marzo 2016, che presenta la distribuzione percentuale di migranti (il cui numero totale è di 111.081) divisa per regione.

Ora, da questo grafico – un “istogramma a torta” – si vede come il Trentino Alto Adige, ad oggi, accolga il 2% dei migranti contro per esempio il 7% di Lazio, Piemonte e Veneto. Apparentemente, quindi, sembra che le province di Trento e Bolzano, offrendo ospitalità ai richiedenti asilo, stiano semplicemente facendo la loro parte: peccato che le anzidette regioni, che ospitano poco più di tre volte i migranti presenti sul nostro territorio, abbiano quattro (Piemonte), cinque (Veneto) o addirittura sei volte (Lazio) gli abitanti presenti in Trentino Alto Adige. Questo significa che il nostro territorio sta ad oggi offrendo, in proporzione, molta più ospitalità di altre Regioni ai cosiddetti migranti.

Infatti, è esclusa ogni tipo di valutazione sul rapporto residenti/migranti, lasciando ad una comoda ed elementare suddivisione percentuale relativamente al numero totale dei profughi, ingannando i dati ma soprattutto le concentrazioni di migranti, siano essi profughi che clandestini economici in cerca di fortuna. Sorge così un dubbio elementare ma al tempo stesso urgente: la Provincia di Trento ha considerato, interfacciandosi con quella di Bolzano, di far sapere al governo romano che sta già accogliendo molti più richiedenti asilo di altre Regioni? E se sì, qual è il tetto oltre il quale siffatta accoglienza non sarà più possibile?

Non si tratta, si badi, di quesiti polemici né di domande di trascurabile rilevanza dal momento che è fuori discussione come un’accoglienza illimitata presso il territorio provinciale potrebbe generare – e in parte pare che stia già generando – una situazione esplosiva, per evitare la quale l’Amministrazione provinciale ha il preciso dovere di chiarire gli anzidetti aspetti.

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale per sapere:

 

  • se corrisponde al vero quanto riferito in premessa, e cioè che dando ospitalità al 2% del totale migranti il Trentino sta ad oggi facendo di più di Regioni che ne accolgono poco più del triplo ma che hanno quattro (Piemonte), cinque (Veneto) o addirittura sei volte (Lazio) gli abitanti presenti in Trentino Alto Adige;
  • quali siano i rapporti in termini percentuali e in valori assoluti, tra le presenze di migranti clandestini economici e profughi in attesa del riconoscimento con la popolazione locale residente nelle varie regioni e provincie e quali i dati così letti, in provincia di Trento e nella Regione Trentino-Alto Adige;
  • se intenda, in collaborazione con la Provincia di Bolzano, attivarsi per interfacciarsi con il governo romano sul tema specifico e nel caso, con quali tempi e con quali specifiche concrete richieste, affinché anche questo dato non certo secondario, sia oggetto di attenta valutazione sull’impatto sociale;
  • se per ogni invio di migranti in Trentino c’è stata una precedente mediazione fra il Governo romano e quello provinciale oppure se quest’ultimo è stato informato, per così dire, a fatto compiuto e se la Provincia si sia accontentata della valutazione percentuale dei migranti assegnati e, in caso contrario, perché il rapporto tra residenti e clandestini/profughi non è mai emerso in modo pubblico anche nelle valutazioni con le altre Regioni o province;
  • se esiste un limite strutturale oltre il quale in Trentino non sarà più in grado di dare ospitalità alla marea inarrestabile di clandestini e profughi e, in caso affermativo, di quale limite si tratta e in contemporanea, se corrisponde al vero che sia in atto un censimento sulle case/appartamenti sfitti o inoccupati per eventuali situazioni di emergenza.

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini