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Trentino Trasporti: frazionamenti e lungaggini giornaliere agli autisti? Straordinari di lavoro fuori controllo? La Provincia faccia chiarezza

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Molte, note e serie, risultano le problematiche nella gestione di Trentino Trasporti, come dimostra peraltro l’avvenuto deposito, già mesi or sono, di una specifica Proposta di Mozione – la n. 214/XV – che espressamente prevede l’istituzione di commissione consiliare di indagine finalizzata alla verifica del servizio pubblico di trasporto in provincia di Trento.

Il problema è che siffatte problematiche, generate da una gestione che parrebbe poco attenta, sembrerebbero sommarsi anche ad un coordinamento del personale, altrettanto disinvolto e non rispondente alle reali esigenze di un servizio che ha delle regole ben precise alle quali, si può soprassedere o a discapito del servizio, o, in alternativa, a danno dei dipendenti stessi.

Va in questo senso, almeno, la segnalazione giuntaci di situazioni anomale che, mentre gli autisti vengono impiegati, con una qualche volta inaccettabile disinvoltura nel loro orario di lavoro con spezzettamenti giornalieri che occupano spesso anche le 15-16 ore di lavoro – cosa che pagano soprattutto quelli non residenti nelle città di Trento e Rovereto -, dall’altra, ci sarebbe una gestione anomala ad esempio del sistema degli straordinari accordati, sempre secondo quanto segnalatoci, nei sistemi amministrativi.

E’ chiaro che, se tutto ciò fosse confermato, sarebbe argomento di ampia discussione circa la gestione delle risorse umane interne, poiché, se così fosse, ci sarebbe la necessità/opportunità di creare occupazione e dall’altra, ristabilire i necessari equilibri per quegli autisti che verrebbero gravemente penalizzati per i tempi morti che, sono costretti a subire per l’impietosa gestione del personale viaggiante.

Per questo, per comprendere quali siano le reali situazioni, urge avere la possibilità politica di comprendere quelle che sono le dinamiche che animano, con riferimento alla questione in parola, comparti e capire quali siano le aree sulle quali si dovrebbero attuare delle economie reali non a scapito bensì a servizio al cittadino; e così anche la valutazione dei costi che vengono sempre e comunque imputati al cittadino ed al lavoratore.

Ne consegue la necessità di avere appunto dei chiarimenti. Di qui l’urgenza di sapere per settore degli autisti, per il settore amministrativo, per il settore dirigenziale come siano gestite e ammesse le ore di straordinario, e per ogni comparto quante siano le ore straordinarie annue che sono riconosciute ai vari addetti, attraverso quale percorso vengono autorizzate e, nel caso, non fosse più conveniente per lo stato sociale, passare ad assunzione di personale, tanto quanto ne serve e che ora sarebbe coperto da straordinari lavorativi nei comparti amministrativi e forse, dirigenziali.

Dall’altra capire, come sia tollerabile, obbligare il personale viaggiante ad orari talmente frazionati che portano ad una occupazione reale tra tempi attivi di guida e tempi morti di sosta, che superano le 15/16 ore occupate, con l’auspicio che si trovi una via che riporti il rapporto di lavoro nella correttezza di uno svolgimento intelligente.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • quali siano, in Trentino Trasporti, per settore degli autisti, per il settore amministrativo, per il settore dirigenziale, e come siano gestite e ammesse, le ore di straordinario e quali i criteri di concessione e i tetti massimi ammissibili di riferimento;
  • attraverso quali percorsi e procedure vengano attualmente autorizzate e riconosciute dette ore di straordinario e, nel caso, come sembrerebbe per il settore amministrativo, vi fossero delle situazioni abnormi di orari di difficile giustificazione, quali ne siano le ragioni;
  • se non reputi più logico, opportuno ed equo, in caso vi fossero davvero molte ore di straordinario a carico di qualche comparto di Trentino Trasporti, procedere con nuove assunzioni e, in caso affermativo, entro quali termini e secondo quali modalità intenda attivarsi in proposito.
  • se corrisponda al vero che invece gli autisti che fanno servizio da e per le valli, sono obbligati a prestare un servizio spezzettato, con molte ore “vuote”, tanto che per svolgere il normale orario di servizio, nel concreto occupano anche fino a 12/13 ore della giornata senza che sia loro riconosciuto alcun compenso a fronte di una sorta di reperibilità costante e continua.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini