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Un accordo che penalizza ulteriormente la nostra autonomia

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Pur comprendendo bene la difficile situazione in cui il Presidente Rossi ha dovuto operare, non possiamo non rilevare l’inadeguatezza dei contenuti dell’accordo che oggi ci è stato spiegato in aula. Un accordo che penalizza ulteriormente la nostra autonomia e che soltanto il senatore Panizza poteva definire come storico. Peraltro, essendo noto che l’on. Ottobre ed il sen. Panizza hanno pedissequamente votato tutti i provvedimenti del Governo Renzi, anche quelli che la Provincia è poi stata costretta ad impugnare avanti la Corte Costituzionale perché lesivi della nostra autonomia statutaria, la cosa non ci stupisce: evidentemente ormai per Panizza ed Ottobre tenere in piedi il Governo Renzi e, soprattutto, con esso il Parlamento di cui fanno parte è divenuta la priorità. Detto questo la prima delle questioni da rilevare è l’assoluta mancanza di quelle certezze, giuridiche o politiche che siano, che secondo il Presidente Rossi l’accordo garantirebbe. Qui la sola cosa certa è che la Provincia ritira i ricorsi pendenti per un valore di circa 3 miliardi, che con ogni probabilità avrebbe vinto al pari di altri analoghi, rinunciando così alla sola arma di pressione di cui disponeva. Stop. Nessuno, infatti, può garantire, meno che meno in una situazione come quella attuale, che il Governo, incassati i denari, non violi anche l’accordo oggi sottoscritto, così come ha violato a più riprese l’accordo di Milano, che giuridicamente aveva il medesimo valore di quello odierno. Anzi, è pressoché certo che nella situazione di dissesto in cui versa lo Stato italiano, il governo tornerà alla carica, dando vita ad un nuovo contenzioso costituzionale. Ma vi è di più. L’accordo prevede la possibilità di un ulteriore prelievo del 20% in ipotesi di “eventuali eccezionali esigenze di finanza pubblica” o di “manovre straordinarie per assicurare il rispetto dei vincoli europei”. Orbene, chiunque conosca anche solo superficialmente le penose condizioni in cui versano i conti dello Stato italiano, sa bene che l’eccezionalità e la straordinarietà di cui parla l’accordo sono ormai da tempo divenute normalità, cosicché l’ulteriore prelievo del 20% sarà la regola. Con l’aggravante che la Provincia neppure potrà ricorrere alla Corte Costituzionale. L’esatto contrario di quanto sostenuto dal Presidente Rossi. In definitiva, pur ribadendo che è doveroso riconoscere il contesto sfavorevole in cui il Presidente Rossi è stato costretto a muoversi, il giudizio sull’accordo definito storico dal senatore Panizza, non può che essere negativo. E per comprendere il perché basta leggere le dichiarazioni, assai più sobrie e misurate, dell’onorevole Dellai.