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Val di Non e Trentino: frutticoltura e viticoltura con enormi danni a causa della gelata di aprile. Si decreti lo stato di calamità che riguarda anche l’indotto e l’occupazione. Quali i sostegni e le procedure attivate dalla Provincia?

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Come già abbiamo avuto modo di affermare nella question time n. 4220/XV, discussa in Aula il 9 maggio scorso, l’agricoltura trentina ha subito un vero e proprio colpo di notevole entità, per una stagionalità impazzita, passando dalla siccità invernale al gelo di primavera. Infatti, che un mese di aprile insolitamente freddo come quello di questo 2017 potesse procurare dei danni, soprattutto in ambito agricolo e dintorni, era cosa nell’aria. E purtroppo, in questi giorni, ne stanno arrivando conferme.

In particolare, pare che la gelata di aprile abbia inflitto danni senza precedenti alla frutticoltura e viticoltura trentina, soprattutto in Val di Non, per la prima dove le stime più recenti riferirebbero di una perdita di prodotto dell’80% e in Vallagarina e nelle zone di Spiazzo e Caderzone in Rendena, parte del Lomaso, Agrone sopra Pieve di Bono e i circondari di Storo e Borgo Chiese. Con impressionanti e conseguenti ricadute anche in termini di ipotesi di fatturato, ma anche di un inimmaginabile danno all’indotto che, in ogni modo, l’agricoltura traina.

La perdita economica del grande gelo, infatti, nella frutticoltura, dovrebbe risultare superiore ai 200 milioni nei bilanci 2017-2018, quando si venderà il prodotto di quest’anno. Oltre che economico, com’è ovvio, il risvolto sarà anche occupazionale, con centinaia, anzi migliaia – secondo quanto riferisce la stampa locale – di posti di lavoro a rischio; posti di lavoro che vedono impegnati moltissimi trentini e, nello specifico, il 95% donne. Ora, tutto ciò non può non sollevare interrogativi anche di ordine politico rispetto a detto fenomeno.

Infatti, neanche nelle ricorrenze storiche del 1957, 1981, 1997 – segnalano gli esperti – si era verificata, in Val di Non, una perdita del prodotto di queste dimensioni, così come gravi sarebbero gli effetti delle gelate in viticoltura. Di qui l’esigenza, anzi l’urgenza non solo di un interessamento da parte dell’Amministrazione provinciale, ma di un interessamento tempestivo e concreto che possa dare risposte utili ad un settore strategico anzi chiave della produzione Trentina, quale è indiscutibilmente quello della frutticoltura e viticoltura, in un momento che purtroppo risulta essere di forte  sofferenza, che si andrà verosimilmente a riflettere e incidere, anche sui livelli occupazionali dell’indotto, legato a queste tipologia di colture.

Una necessità-non certo di interventi finanziari a pioggia-ma della verifica della possibilità di poter dichiarare lo stato di calamità naturale, affinché a livello nazionale ed europeo, si possano trovare le risorse necessarie per dare ristoro ai danni generati anche all’indotto del settore, che, diversamente non ha alcun salvagente o paracolpi che lo possa salvare da questo disastro.

Tutto ciò premesso, Il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se sia a conoscenza del fatto che gelata di aprile pare abbia inflitto danni senza precedenti alla frutticoltura trentina, soprattutto in Val di Non, dove le stime più recenti riferirebbero di una perdita di prodotto dell’80%;
  • se corrisponda al vero che un simile fenomeno – che per gravità supera quelli registrati nel 1957, nel 1981 e nel 1997 – rischia di avere pesantissime ripercussioni non solo in termini economici, ma anche occupazionali, con la messa a rischio di posti di lavoro che vedono impegnati moltissimi trentini e, nello specifico, il 95% donne;
  • se si dia dato corso alle verifiche dei danni prodotti anche nella viticoltura e quali siano i risultati abbozzati e, nel caso, se vi sia per entrambi i comparti produttivi, la possibilità che sia dichiarato lo stato di calamità naturale, così attingendo alle risorse che con questo, verrebbero messe a disposizione, anche per l’indotto;
  • se non ritenga, in conseguenza di quanto sin qui riferito, urgente un interessamento tempestivo e concreto della Provincia, che possa dare risposte utili ad un settore strategico anzi chiave della produzione Trentina, quale è indiscutibilmente quello della frutticoltura e viticoltura che, di là da ogni forma assicurativa, subiscono un danno incalcolabile, in un momento che purtroppo risulta essere di forte sofferenza;
  • entro quali termini e secondo quali modalità, in caso affermativo rispetto al quesito precedente, intenda attivarsi in proposito.

 

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini