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Val Rendena e viabilità inadeguata: si dia concretezza ad un progetto e alla realizzazione di una arteria che metta in sicurezza i centri abitati. Priorità per i residenti, il turismo in valle e la vivibilità

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La Val Rendena costituisce sotto molti punti vista, una valle dai problemi irrisolti, da quello della metanizzazione – tema già oggetto di specifici atti ispettivi, come l’Interrogazione n. 2848/XV – a quello, non meno importante, della viabilità.

Un versante, quest’ultimo, oggetto di pianificazioni articolate e certamente aderenti a quelle che sono le necessità locali ma anche poi non ha purtroppo avuto una traduzione concreta. Illuminante, a questo proposito, un passaggi contenuto nel documento “Contributi e proposte utili all’avvio della procedura per l’approvazione del Piano Stralcio Territoriale ai sensi dell’art. 52 della L.P. n.3/2000 e ss. mm. e ii., e per il conseguente aggiornamento del Piano Generale degli Interventi per la Mobilità, del Piano della Mobilità Ciclistica della Provincia Autonoma di Trento e per il miglioramento del trasporto pubblico nelle Giudicarie”.

Si tratta di un documento articolo di 17 pagine dove si può leggere: “La viabilità della Valle Rendena costituisce uno dei nodi più critici dell’intera rete viaria trentina in quanto in pochi chilometri attraversa la quasi totalità dei centri abitati di valle; inoltre, attesa la notevole vocazione turistica dell’intero ambito, la strada statale di Madonna di Campiglio è percorsa quasi quotidianamente da elevati flussi di traffico sia di tipo commerciale che di tipo turistico. Lungo lo sviluppo di questa fondamentale arteria da alcuni anni è importante realtà la variante stradale che ha bypassato gli abitati di Strembo e Caderzone Terme restituendo ad essi una vivibilità a misura d’uomo. “

Attualmente sono in corso – riferisce ancora il documento in questione, che non è recentissimo dal momento che risale all’anno 2011 – le procedure per addivenire alla realizzazione dell’auspicata variante di Pinzolo che consentirà a breve di eliminare “l’imbuto” costituito dall’attraversamento del relativo centro abitato, con fondamentali ricadute positive sia sulla fluidità del traffico di attraversamento della località, che sulla qualità dell’ambiente anche al fine del miglioramento dell’offerta turistica.

In questa prospettiva si ritiene necessario ed improrogabile prevedere in tempi rapidi il completamento della viabilità alternativa della Valle Rendena che bypassi i paesi di Villa, Javrè, Darè, Vigo, Pelugo, Spiazzo, al fine di liberare i centri abitati dalle conseguenze negative del traffico di passaggio (pericolo, smog, rumore etc.), favorire la ricucitura del tessuto urbano dei centri abitati restituendo loro vivibilità, fluidificare il traffico turistico di puro scorrimento, migliorare i collegamenti della popolazione residente sia con l’alta Valle che soprattutto con Tione e quindi con Trento.

Pertanto – conclude il documento in parola – “si propone di realizzare la Variante della Bassa Rendena, previo approfondimento e valutazione comparata tra le migliori ipotesi progettuali, in modo da giungere alla scelta di una soluzione realmente fattibile, massimamente condivisa, di minimo impatto ambientale e che garantisca la più ampia percezione visiva del territorio attraversato, che rappresenta la valenza fondamentale dell’offerta turistica di Valle”.

Orbene, dal momento che sono passati anni, e ancora nulla di quanto detto è stato fatto pare doveroso impegnare la Giunta provinciale sia a relazionare su quanto è stato fatto al riguardo, sia a dare le opportune disposizioni affinché quest’opera sia realizzata.

Tutto ciò premesso,

il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale

  1. a relazionare almeno alla Commissione permanente consiliare competente, sullo stato di attuazione di quanto riportato in premessa sulla viabilità della Val Rendena, riportando passaggi tecnici precisi di un documento preliminare risalente al 2011;
  2. a dare le opportune disposizioni affinché, sia pure previo approfondimento e valutazione comparata tra le migliori ipotesi progettuali, si dia corpo alla progettazione e realizzazione della Variante della Bassa Rendena al fine di corrispondere alle esigenze locali e a dare piena valorizzazione alla offerta turistica di Valle.
  3. previo coinvolgimento attivo delle amministrazioni locali, a dare tempi certi per progetti e realizzazione dell’arteria in parola, predisponendo adeguato capitolo di spesa, anche ricorrendo ai fondi di riserva ma anche verificando la possibilità di accedere a Fondi europei, laddove siano possibili, per la tutela dei centri storici di montagna.

 

Cons. Claudio Civettini         _____________