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Vallarsa: ancora attuale l’interesse per la realizzazione della zona artigianale?

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Prendendo atto dei cambiamenti in atto nei sistemi produttivi e artigianali, colpiti dalla crisi che sta falcidiando imprese e strategie, non possiamo dimenticare quelle che erano – dovrebbero ancora essere – le programmazioni dello sviluppo territoriale ed economico, di quelle valli e territori che, diversamente, anche per le strategia di concentrazioni dei servizi alle persone, appaiono destinate ad un progressivo abbandono.

La zona in questione, in questo caso, è la Vallarsa, dove già dagli anni ’90 del secolo scorso, si parlava di realizzare una zona artigianale, prevista originariamente nella frazione di Anghebeni, nella zona sottostante la S.P.46 del Pasubio e, allora, si facevano anche nomi di imprenditori disponibili all’operazione.

Imprenditori che in parte non sono più tali mentre la zona, nel progredire delle ipotesi, si sarebbe spostata nella zona del paese di Sega di Vallarsa, utilizzando anche il capannone della Conceria della Vallarsa (un tempo Roverpelt e poi Conceria della Vallarsa), la cui proprietà sarebbe stata in capo a Trentino Sviluppo che poi a sua volta lo avrebbe riaffittato a dei nuovi artigiani/imprenditori.

Progetti rimasti sulla carta o nei libri dei sogni, proprio a fronte della crisi decennale che è ancora in atto e per le strategie di sviluppo di tutta la Vallagarina, ma anche per il cambio di rotta-peraltro condivisa-di concentrare unità produttive e artigianali, non tanto per le esigenze tributarie dei vari Comuni, ma con la delineazione di una geografia produttiva che fosse anche strategia di sviluppo.

Strategia di sviluppo che però non può prescindere anche da una strategia sociale, come è scelta sociale, quella di contribuire ad arginare il graduale spopolamento delle valli quale sembra sia in atto anche in Vallarsa, dove seppur la nota fierezza dei residenti e anche dei giovani, spesso ci si arrende quando la strutturazione delle famiglie fa i conti con il lavoro, i costi dei trasporti e la presenza dei figli in età scolare.

Proprio per questo, non è peregrino pensare che iniziative artigianali così come previste, potrebbero essere una boccata d’ossigeno per tutta la comunità lagarina e di Vallarsa, ben sapendo che la scommessa dei prossimi decenni, si andrà a misurare sui progetti turistici che, in Vallarsa sono peraltro assenti o molto ridotti, per un piano provinciale d’intervento pressoché inesistente, che – tra l’altro – arriva a tagliare i contributi di sostegno ,anche alle iniziative storico/turistico messe in campo dai volontari della zona.

Abbiamo piena contezza anche del fatto che purtroppo la Vallarsa, come tutte le valli montane non ha un orografia particolarmente agevole per insediamenti produttivi e artigianali, ma passare alla verifica se la possibilità di dar corso alla realizzazione, un atto dovuto, per verificare anche se artigiani o piccoli imprenditori locali, avessero ancora la voglia e l’interesse, di insediarsi in valle.

Tutto ciò premesso

si interroga il Presidente della Giunta Provinciale per conoscere

 

  • se vi sia ancora nei programmi strategici di valorizzazione delle valli, l’interesse e l’attenzione sullo sviluppo di una ipotetica Zona Artigianale nella zona della Vallarsa e, nel caso, quali siano le strategie in atto e quali i luoghi ipotizzati;
  • se l’attuale Amministrazione comunale abbia dato corso e voce ad un ipotetico interesse a tale progetto e nel caso, quali siano le azioni di attenzione e programmatorie messe in atto o se più semplicemente, si sia abbandonata l’idea, sorpassata o superata dalla crisi in atto;
  • se corrisponda al vero che Trentino Sviluppo, nel tempo, abbia programmato l’acquisto dello stabilimento della Conceria Vallarsa e nel caso, quale sia lo stato dell’arte, quali siano i programmi d’uso e produttivi;
  • quali siano i programmi – nel caso in cui si confermasse l’antico interesse e il PRG locale prevedesse tale destinazione d’uso delle aree in questione e le ex produttive -, quali le manifestazioni d’interesse e l’eventuale piano di sviluppo, che porterebbe ossigeno ai residenti, in termini di opportunità di lavoro.

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini