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Verrà applicato in Trentino il Decreto Madia alle società di proprietà comunali operanti nel settore della produzione dell’energia?

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

(Articolo 155 del regolamento interno)

Il d.lgs. 19.8.2016 n. 175, emanato in attuazione di alcune deleghe conferite al Governo dalla legge n. 124/2015 (c.d. riforma Madia), disciplina le condizioni in cui sono consentite la costituzione di società da parte di amministrazioni pubbliche, nonché l’acquisto, il mantenimento e la gestione di partecipazioni da parte di tali amministrazioni, in società a totale o parziale partecipazione pubblica, diretta ed indiretta.

In particolare l’art. 4, 1° comma, prevede che le amministrazioni pubbliche non possano, direttamente od indirettamente, costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né acquisire o mantenere partecipazioni, anche di minoranza, in tali società.

Tali limiti sono quelli applicabili al 2° comma dello stesso articolo. Le possibili ricadute a livello provinciale del decreto legislativo hanno suscitato preoccupazioni con particolare riferimento alle società dei comuni operanti nel settore della produzione di energia elettrica. La questione è stata recentemente sollevata anche dal collega Simoni.

L’art. 7 del ddl collegato alle legge di stabilità provinciale 2017 si occupa delle medesime questioni, adeguando la disciplina provinciale a quella statale.

Il punto 1. del 3° comma di detto articolo, che pure espressamente richiama le esclusioni disposte dal decreto legislativo n. 175, prevede che siano “comunque consentite le società partecipate dalla Provincia e dagli enti locali che, ai sensi del d.p.r. n. 235/1977 (norma di attuazione in materia d’energia), svolgono attività elettriche, anche con la realizzazione e la gestione degli impianti e delle reti eventualmente funzionali alle attività medesime”.

 Ciò premesso, si chiede di sapere: a) se sono fondate le preoccupazioni di chi teme che il d.lgs. n.175/2016 possa interessare anche le società di proprietà comunale operanti nel settore della produzione dell’energia: 2) se il punto 1., comma 3, dell’art. 7 del ddl collegato alla finanziaria si occupa di tali fattispecie; c) se si ritiene che il contestuale rinvio, sia al d.p.r. n. 235/1977 che alle esclusioni disposte dal d.lgs. n. 175/2016, possa legittimamente escludere dall’applicazione del d.lgs. da ultimo citato le società di proprietà dei Comuni operanti nel settore della produzione elettrica.

 

Il Consigliere provinciale

Rodolfo Borga