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“Villa rossa” ex colonia del Monopolio a Coredo: fatiscenza e abbandono di una proprietà storica provinciale. Cancelli spalancati e utilizzo improprio e pericoloso dell’immobile. A quando un intervento della Provincia?

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Con l’interrogazione n. 1173/XV a risposta scritta, l’intenzione era quella di conoscere le volontà della Giunta provinciale per quanto concerne gli interventi di recupero del castello di Coredo inserito nel compendio dell’ex Colonia del Monopolio di Stato.

Tale necessità era emersa in particolare alla luce di quanto segnalato da diversi residenti della zona circa lo stato di conservazione della cosiddetta “Villa rossa”, ossia quel castello a valle della vecchia colonia, che, con rara imponenza, si erge, con le sue torri tonde, a simbolo decadente di un periodo – quello della gestione di Stato – e di un territorio, che oggi turisticamente, potrebbe letteralmente rispecchiarsi.

Ebbene, la “Villa rossa” risultava giacere in una condizione di avanzata fatiscenza, con un inaccettabile stato di degrado e con facciate, infissi e perfino le parti del giardino, in completo e colpevole abbandono. Di qui il senso della citata Interrogazione, in risposta alla quale la Giunta provinciale si è limitata a sottolineare come «allo stato» non sia «prevista una specifica destinazione degli immobili e quindi non vi sono progetti relativi ad un possibile utilizzo dei beni» (Prot. n. A039/2015/202353 /2.5-2013-1091). Una risposta in “politichese”, dunque, finalizzata a celare una assenza di progettualità oggettivamente preoccupante.

Anche perché, nel frattempo, le cose alla “Villa rossa” sono peggiorate al punto che – ci viene segnalato – i cancelli all’interno dell’ex colonia di Coredo, vivissima nei ricordi d’infanzia di coloro che la frequentarono (come il sottoscritto!), sarebbero aperti, rendendo del tutto plateale uno stato di abbandono rispetto al quale proprio non si può, se non altro per il valore storico dell’immobile di cui si sta parlando, fare finta di nulla.

Questo, anche nella consapevolezza di un depauperamento del valore dell’immobile stesso e dunque con un palese danno al patrimonio pubblico ma anche per il sopraggiunto utilizzo improprio e pericoloso di coloro che vi dormirebbero all’interno e non solo.

Di qui la necessità di un nuovo atto ispettivo finalizzato a sollecitare la Giunta provinciale a procedere con un intervento che sarebbe stato già necessario da tempo ma che, alla luce dei nuovi e preoccupanti sviluppi cui si faceva poc’anzi riferimento, pare davvero non più derogabile.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se corrisponda al vero quanto riferito in premessa e cioè che, in risposta alla l’Interrogazione n. 1173/XV – depositata per conoscere tempi e intenzioni del recupero provinciale del castello di Coredo -, la Provincia ha ammesso l’assenza di qualsivoglia progetto in tal senso e se si conviene sulla condivisione che tale affermazione non esime la Provincia alla tutela del patrimonio immobiliare pubblico ,garantendo altresì la sicurezza inibendo l’accesso che oggi sarebbe bellamente libero a chiunque, anche alla micro delinquenza  ;
  • se si sia a conoscenza di quanto riferito poc’anzi circa il fatto che, nel frattempo, le cose alla “Villa rossa” sono peggiorate al punto che i cancelli all’interno dell’ex colonia di Coredo, vivissima nei ricordi d’infanzia di coloro che la frequentarono, sarebbero aperti, rendendo del tutto plateale uno stato di abbandono che rappresenterebbero dei pericoli e delle responsabilità di gestione del patrimonio ben precise;
  • se non ritiene, in caso affermativo rispetto al precedente quesito, tutto ciò molto grave e forse sfuggito alla gestione istituzionale di valorizzare come meriterebbero le risorse del patrimonio storico locale;
  • entro quali termini e secondo quali modalità intenda attivarsi per gli opportuni e doverosi interventi di ripristino, almeno degli accessi e della sicurezza della “Villa rossa”, ad oggi in una condizione di avanzata fatiscenza, coi cancelli aperti e un complessivo e inaccettabile stato di degrado e con facciate, infissi e perfino le parti del giardino, in completo e colpevole abbandono.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini