Home Blog Villa San Pietro di Arco: eliminazione convenzione. Quali le argomentazioni a sostegno,...

Villa San Pietro di Arco: eliminazione convenzione. Quali le argomentazioni a sostegno, quali i confronti, i risparmi e i riferimenti sui costi standard?

0 681

CONDIVIDI SUI SOCIAL:

Prendendo atto di come, nella geografia sanitaria del Trentino, la Provincia abbia – di fatto – optato per scelte drastiche come per esempio la cancellazione della convenzione con Villa San Pietro di Arco, che prevedeva almeno una dozzina di posti accreditati e la cui eliminazione ha determinato, com’è purtroppo noto, tutta una serie di licenziamenti di personale, in gran parte donne, che pure si era distinto per professionalità al punto da guadagnarsi stima – e accreditamenti, per il particolare servizio svolto, anche dall’Alto Adige e da fuori Regione -, rimangono da chiarire alcuni aspetti.

Anzitutto, vi sono da comprendere le motivazioni che hanno originato una simile decisione, tenuto appunto conto che Villa San Pietro eroga un servizio molto specifico – e di livello – sul recupero di persone difficili o con alle spalle regimi carcerari e di recupero. In aggiunta a questo, poiché è inevitabile che dall’eliminazione dell’accreditamento sia corrisposto un trasferimento del servizio cui l’Ente provinciale fa affidamento, a quale struttura ora si appoggia la Provincia per supplire all’interruzione della convenzione con quella di Arco. Non solo, c’è un altro punto che andrebbe definitivamente chiarito.

Si allude, qui, a quello dei costi. In tal senso, ci sarebbe da comprendere da un lato quale effettivo risparmio l’Amministrazione provinciale ha conseguito con la cancellazione della convenzione con Villa San Pietro e, dall’altro, a quali costi standard assistenziali fa riferimento – in termini di efficienza ed efficacia – per stabilire allorquando valga o non valga più la pena rinnovare un accreditamento con una struttura. La tendenza di eliminare gli accreditamenti – si pensi anche al caso della casa di cura Eremo di Arco – è difatti troppo frequente perché l’Ente provinciale non chiarisca sulla base di quali presupposti orienta la propria azione, spesso così opinabile.

Tutto ciò premesso,

s’interroga il Presidente della Provincia per sapere:

  • sulla base di quali motivazioni si è scelto di non rinnovare la convezione con Villa San Pietro di Arco, tenuto appunto conto che detta struttura eroga un servizio molto specifico – e di livello – sul recupero di persone difficili o con alle spalle regimi carcerari e di recupero;
  • a quale struttura ora si appoggia la Provincia per supplire all’interruzione della convenzione con quella in parola, poiché è inevitabile che dall’eliminazione dell’accreditamento sia corrisposto un trasferimento del servizio cui l’Ente provinciale fa affidamento;
  • quale effettivo risparmio l’Amministrazione provinciale ha conseguito con la cancellazione della convenzione con Villa San Pietro;
  • a quanto ammontano i costi unitari sostenuti nella convenzione degli accrediti che erano in essere con Villa San Pietro e quali i costi attuali sostenuti nelle strutture pubbliche su cui si sono fatti confluire quei posti letto prima accreditati al servizio erogato ad Arco;
  • a quali costi standard assistenziali fa riferimento – in termini di efficienza ed efficacia – per stabilire allorquando valga o non valga più la pena rinnovare un accreditamento con una struttura, data la ricorrente tendenza di eliminare gli accreditamenti, come dimostra anche il caso della Casa di cura Eremo di Arco;
  • quali i meccanismi di confronto che hanno portato a scelte come quelle della chiusura su Villa San Pietro e quali li argomenti che hanno fatto prediligere sistemi pubblici provinciali, senza incorrere in una sorta di danno economico reso alla gestione della funzione pubblica sanitaria;
  • quali tutele sono state poste in essere per la tutela dei lavoratori di Villa San Pietro che, in conseguenza dell’interruzione della convenzione con la Provincia, hanno perso – nonostante un riconosciuto ed elevato livello di professionalità – il loro posto di lavoro;

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini